Fleishman a pezzi: da non perdere su Disney+

Disponibile dal 22 febbraio su Disney+, “Fleishman is in Trouble” è una dramedy profondamente realistica con Jesse Eisenberg, indimenticabile in The Social Network.

Avete presente come funziona all’inizio di una storia d’amore, no? Tutto è emozionante, bello, da scintille e farfalle nello stomaco. Poi, quando l’amore non basta, o quando forse non c’è mai stato, quando viene meno l’impegno che una relazione richiede, tutto rischia di finire alle ortiche. Lo insegna molto bene un film indie di qualche anno fa, (500) Days of Summer, che racconta proprio quella curva, in salita prima e in discesa poi, che molte storie d’amore percorrono.
I “ti amo” diventano “non ti sopporto più“, i “mi manchi” si trasformano in “meno male che questo weekend vai via con i tuoi“.
A volte basta un attimo, altre non accade in tutta una vita, altre ancora, quando magari ci sono i figli di mezzo, le cose si fanno più complicate.

Per Toby e Rachel è stato così: amore a prima vista, battito di cuore travolgente, sintonia perfetta e la fretta di andare a vivere insieme. Qualche anno di vita di coppia e subito un paio di bambini per casa che purtroppo, nel loro caso, hanno messo al tappeto la loro vita idilliaca. Mettiamoci qualche insoddisfazione lavorativa e delle diverse ambizioni di vita e la frittata è fatta: Toby e Rachel giungono, dopo mesi di litigi, grida e recriminazioni, al capolinea. Drasticamente, bruscamente, senza possibilità di sanare le troppe ferite che si sono inferti l’un l’altra.

“FLEISHMAN IS IN TROUBLE” — “Free Pass” — Season 1, Episode 3 (Airs November 24) Pictured: Jesse Eisenberg as Toby Fleishman. CR: Linda Kallerus/FX

La serie in otto episodi da un’oretta circa ciascuno (che avevamo segnalato qui, tra i titoli da non perdere a febbraio), tratta dall’omonimo e splendido romanzo della scrittrice Taffy Brodesser-Akner, racconta proprio la storia di Toby Fleishman (Jesse Eisenberg), medico ebreo di 41 anni, divorziato da poco, che si tuffa nel mondo delle App di dating, ottenendo un successo che non ha mai avuto quando era più giovane, prima di sposarsi alla fine della scuola di medicina.
Ma proprio all’inizio della sua prima estate di libertà a New York, la sua ex moglie, Rachel (Claire Danes), scompare, lasciandolo con Hannah (Meara Mahoney Gross) di 11 anni e Solly (Maxim Swinton) di 9, senza sapere dove sia o se abbia intenzione di tornare.

Mentre cerca di bilanciare la vita privata e la genitorialità, si riavvicina ai suoi vecchi amici dell’università, Libby (Lizzy Caplan) e Seth (Adam Brody), e si destreggia in ospedale per una potenziale promozione che tarda ad arrivare.
Non capire che fine abbia fatto Rachel lo porta a un crollo psicologico durante il quale, oltre a mettere in discussione il suo presente, comincia a ripercorrere la loro vita insieme nel passato, raccontando la sua versione dei fatti. Per sei lunghi episodi assistiamo a sfoghi e lamenti di Toby, ignaro che anche i suoi confidenti, Libby e Seth, stiano intanto attraversando delle battaglie emotive e personali. Il settimo episodio, indubbiamente il più riuscito dell’intera stagione, ribalta totalmente il punto di vista dello spettatore, raccontando con dovizia di particolari la versione di Rachel, su cui non faremo alcuno spoiler.
Tutti i nodi alla fine verranno al pettine nel delineare il racconto corale di una generazione in crisi.

Ed è proprio questo il punto di forza di Fleishman is in Trouble: la capacità di saper portare l’attenzione su una generazione – quella dei quarantenni – molto spesso “trascurata” dalla narrazione contemporanea, più focalizzata su GenZ e millenials, e di raccontarne perfettamente debolezze, paure e fragilità.

“FLEISHMAN IS IN TROUBLE” — “Free Pass” — Season 1, Episode 3 (Airs November 24) Pictured (L-R): Claire Danes as Rachel Fleishman, Jesse Eisenberg as Toby Fleishman. CR: Linda Kallerus/FX

Toby e Seth, Rachel e Libby, sono senza alcun dubbio flaky boys e flaky girls.
Donne e uomini “cresciuti”, ma nonostante ciò ancora fortemente fragili e insicuri sotto tanti punti di vista.
Affermati lavorativamente – anche se non tutti, Libby per esempio al momento non lavora -, con stipendi e uno stile di vita dignitosissimi, in procinto di sposarsi (come Seth) o già genitori, i protagonisti di questa serie hanno vite molto simili a quelle di tante persone che vivono in una grande metropoli ed è piuttosto naturale entrare in empatia con loro.
Hanno paura di aver perso tempo e possibilità, di non saper più essere felici, di non avercela fatta. La malinconia, la frustrazione, spesso hanno la meglio su di loro, e li gettano in un mare di tristezza che spesso sfiora la depressione. Perché questa generazione è già “grande” d’età, ma a volte si sente ancora “giovane”, e non è facile convivere con una sensazione simile quando si hanno figli a cui badare.
Né tuffarsi in nuove avventure lavorative quando un lavoro stabile è tutto ciò che si dovrebbe desiderare.

Perché avere quarant’anni oggi, può voler dire rinunciare a tante cose e non sempre è facile convivere con questa verità.
La serie ha il pregio di saper dare una splendida visione d’insieme sui suoi protagonisti, mettendo in luce i molteplici punti di vista, per non appiattire la storia su un unico personaggio ma dando invece respiro a pensieri, riflessioni e sentimenti diversi, con profondità, spessore e delicatezza, senza mai peccare in leggerezza.
L’unico difetto riscontrabile è nella durata: la serie – molto “parlata” – avrebbe indubbiamente funzionato ancor meglio se gli episodi fossero stati sei, o se ogni puntata fosse durata quaranta minuti. Nonostante alcune scene possano risultare lente al limite del noioso, vi assicuriamo che quando arriverete al settimo episodio (sì, lo sappiamo, sette sono già tanti!), ne sarà valsa la pena, perché vi troverete di fronte a un piccolo capolavoro di regia e scrittura.
Fleishman is in Trouble è bel drama con un ottimo cast, in  cui troverete anche di Josh Radnor, indimenticabile Ted Mosby in How I Met Your Mother, nel ruolo del paziente e amorevole marito di Libby, che in un paio di scene fortemente drammatiche dà ulteriore riprova della sua bravura.

Una serie da vedere se vi piacciono i drammi relazionali, se volete scoprire e capire meglio la generazione dei nati negli anni Ottanta, se avete voglia, perché no, di mettervi di fronte alle vostre insicurezze più intime e profonde.

Flaky girls e Flaky boys, come le serie tv raccontano le donne e gli uomini dei nostri tempi


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