5 serie tv da vedere su RaiPlay se ti è piaciuta Nudes

Ampliando il catalogo con nuove produzioni della serialità internazionale, RaiPlay è riuscita a intercettare il pubblico giovane e giovanissimo: “abbiamo 4000 titoli, 600 di documentari, 256 di teatro, 300 di musica, film e contenuti per i ragazzi. In 23 milioni hanno scaricato la nostra App, sono 16 milioni gli utenti registrati, a novembre il tempo medio speso sulla piattaforma rispetto all’anno scorso è più che raddoppiato”, ha raccontanto mesi fa il direttore Elena Capparelli.
Le serie tv disponibili su RaiPlay raccontano la GenZ in maniera esemplare e sono adatte al pubblico più giovane, questo è ormai ovvio, ma anche ai Millenials, alle famiglie, ai nonni.
La GenZ è raccontata in queste serie “senza veli” e in maniera estremamente realistica e veritiera.
La recente Nudes, per esempio, che racconta storie di adolescenti vittime di revenge porn, ha riscosso un enorme successo di pubblico e critica, così come altri titoli disponibili sempre gratuitamente sulla piattaforma, che oggi vi consigliamo.
Ecco dunque la Playlist con 5 serie tv da vedere se vi è piaciuta Nudes… e non solo!

Uno spoiler? Tra le serie tv da non perdere su RaiPlay, la nostra preferita è Mental: ve ne parliamo qui sotto!

Mental su RaiPlay

 

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Mental

Disponibile su: Raiplay

“Nessuno vuole essere normale. Preferiamo fare schifo per dimostrare al mondo che non siamo noiosi”.
Con questa frase Nico, una dei ragazzi di Mental (serie disponibile su RaiPlay) descrive perfettamente la sensazione che si prova, in giovane età, a vivere avendo a che fare con disturbi mentali.
Questa serie, cruda, realistica ed estremamente potente, cerca di mettere in scena una rappresentazione quanto più vicina possibile alla realtà, suggerita grazie alla consulenza scientifica dell’Unità di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù.
Il linguaggio diretto e senza fronzoli di Mental, la messa in scena e le storie raccontate, si pongono come obiettivo principale, di sensibilizzare gli adolescenti e abbattere lo stigma del disturbo mentale tra i giovani, una battaglia sempre più ardua e complicata.
Target giovane per questo coming of age basato sul fenomeno crossmediale del format finlandese Sekasin
La versione italiana è prodotta perRai Fiction e Stand by me da Simona Ercolani.

La serie percorre le vicende di un gruppo di ragazzi adolescenti con problemi psichiatrici in cura presso un ospedale le cui storie personali, il desiderio di fuggire, di ribellarsi, di emozionarsi si uniscono a scene di disperazione tra tossicodipendenza, allucinazioni e autolesionismo. La serie è basata sul format Sekasin di Yleisradio, televisione di stato finlandese e prodotta da Rai Fiction in collaborazioni con Stand by Me. È stata scritta grazie alla consulenza scientifica della dottoressa Paola De Rose dell’Unità di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù.

Stalk

Disponibile su: Raiplay

La serie, che ha vinto il Premio Miglior regia (Simon Bouisson) e il Premio Miglior Giovane Attore (Théo Fernandez) al Festival de la Fiction TV de La Rochelle 2019.
Importanti i temi al centro di questo drama: l’accettazione e l’esclusione, fenomeni determinanti nella vita dei più giovani che conferma, ora più che mai, l’obiettivo della piattaforma, ovvero “avvicinarci alla generazione dei millennials e renderli protagonisti senza intermediazioni dei nostri racconti, proponendo una serie di contenuti specifici per loro dal punto di vista del linguaggio, dei formati e dei temi trattati. In questo modo il prodotto che presentiamo ha l’ambizione di rappresentare una prospettiva più contemporanea e più vicina alla realtà e alle emozioni del pubblico più giovane”.

Lucas (alias Lux), geniale studente di informatica, viene deriso e umiliato dagli studenti più importanti del campus. Per vendicarsi, Lucas decide di spiarli attraverso i loro computer e cellulari. A un certo punto, però, la situazione prende una piega inaspettata.

Pure

Disponibile su: Raiplay

Ci prova Marnie: a non sentirsi diversa, ad accettarsi, a provarle tutte pur di imparare a convivere col suo disturbo.
Tenta le soluzioni più consone alla società (psicofarmaci, psicoterapia, astinenza) e quelle meno consone: alcol, droga e sesso a volontà.
Eppure nessuna di queste strade sembra funzionare tanto da rischiare di isolarla e di relegarla, sola, nei meandri delle sue peggiori paure.
Tutto questo, Pure, lo racconta in maniera leggera, nonostante tutto, divertente e realistica, e alla fine dei sei episodi, vi assicuriamo che non ne avrete abbastanza. E anche se alcune immagini esplicite a volte potranno sembrarvi esagerate, alla fine della serie rimpiangerete di averla vista troppo velocemente.

rotagonista di Pure è Marine una ventiquattrenne scozzese da 3723 giorni in preda a un vortice di cattivi pensieri. Simpatica e intelligente Marnie è tormentata da pensieri a luci rosse che non può rivelare a nessuno causati da un raro disturbo ossessivo-compulsivo chiamato “Pure 0”. Quando nel giorno del suo venticinquesimo compleanno la situazione precipita con pensieri che arrivano a coinvolgere anche i genitori, Marnie decide di lasciare la Scozia e trasferirsi a Londra per cercare se stessa e magari trovare nel frattempo nuovi amici e una nuova storia d’amore. Arrivata nella capitale Marnie scopre di non essere l’unica anima persa e in un vortice di incontri e situazioni imbarazzanti la ragazza trova il suo gruppo in cui ciascuno ha la propria fobia e debolezza.

Beforeigners

Disponibile su: Raiplay

A Oslo, dei lampi di luce provenienti dal profondo dell'Oceano Atlantico segnalano la comparsa improvvisa, nelle acque, di un gruppo di persone: i "Beforeigners", ovvero uomini provenienti da epoche passate trasportati nel XXI secolo. Mentre il fenomeno non accenna a diminuire, i nuovi arrivati cercano di integrarsi nella società norvegese, e tra questi, la vichinga Alfhildr Enginsdottir, primo agente "multi-temporale" della polizia cittadina, che affianca il detective Lars Haaland nelle indagini su un misterioso omicidio.

Zoey's Extraordinary Playlist

Disponibile su: Raiplay

La serie, penalizzatissima dal titolo italiano, è un mix di emozioni: preparatevi a ridere, piangere e forse a rimanere anche un po’ a bocca aperta.
Certo, devono piacervi i musical per amare Zoey’s Extraordinary Playlist, questo è ovvio, soprattutto perché non parte subito in sordina ma ci mette qualche episodio per carburare, e se avrete fiducia, alla fine sarete ripagati.
Questa dramedy è un prodotto fresco, vincente e magnetico: una volta conosciuta Zoey, non potrete non innamorarvi di lei, grazie soprattutto all’attrice che le presta il volto, Jane Levy (Suburgatory). Un metro e cinquantasette di talento, un vulcano di simpatia, è lei la vera carta vincente della serie, spalleggiata da una Lauren Graham (Gilmore Girls) sempre in ottima forma.
Le canzoni sono le vere protagoniste insieme a Zoey, proprio perché hanno il compito di raccontare i pensieri e le emozioni dei personaggi che ruotano intorno a lei.

Zoey Clarke, una sveglia ed abile programmatrice informatica, ma un po’ impacciata nelle relazioni, cerca di fare strada a San Francisco. Dopo essere rimasta bloccata in una macchina per la risonanza magnetica nel bel mezzo di un terremoto, le capita qualcosa di assurdo ed inspiegabile: Zoey inizia a vedere le persone attorno a lei che si lanciano in performance canore con le quali esprimono i propri desideri più profondi. Inizialmente mette in dubbio la propria sanità mentale, ma col tempo realizza di avere tra le mani un dono davvero magnifico, che le permette di comprendere con maggior facilità le persone presenti nella sua vita, dando contemporaneamente loro una mano.

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