The Last of Us: dal gioco alla serie, già un cult

In contemporanea assoluta con gli US, su Sky e NOW, l’attesissima serie tv HBO Original, dall’omonimo videogioco sviluppato da Naughty Dog per PlayStation®.
Ecco il nostro commento senza spoiler da chi ha visto la serie e chi ha giocato al videogame.

 

Dal creatore di Chernobyl, Craig Mazin e dal creatore del videogioco Neil Druckmann, la prima stagione di The Last of Us, in esclusiva assoluta su Sky, è composta da 9 episodi.
Oggi vi raccontiamo meglio di cosa parla e perché vederla, secondo il punto di vista di chi ha visto tutta la serie tv in anteprima e di chi ha giocato al videogame (1 e 2).

La storia e il cast di The Last of Us

Già apprezzatissima dalla critica internazionale e italiana, la serie racconta una storia che si svolge vent’anni dopo la distruzione della civiltà moderna. In un mondo post apocalittico, Joel, un sopravvissuto, viene incaricato di far uscire Ellie, una ragazzina di 14 anni, da una zona di quarantena sotto stretta sorveglianza.
Un compito all’apparenza facile che si trasforma presto in un viaggio brutale e straziante, poiché i due si troveranno a dover attraversare gli Stati Uniti insieme e a dipendere l’uno dall’altra per sopravvivere.
Nel cast Pedro Pascal (The Mandalorian) nel ruolo di Joel e l’astro nascente britannico Bella Ramsey nel ruolo di Ellie. Gabriel Luna (Agents of S.H.I.E.L.D.) è Tommy, Anna Torv (Fringe) interpreta Tess, l’attrice britannica Nico Parker è Sarah. Murray Bartlett veste i panni di Frank, Nick Offerman quelli di Bill, Storm Reid è Riley, Merle Dandridge è Marlene.

Ph: courtesy of Sky

Il commento di chi ha giocato al videogame e ha visto il pilot
(di Tommaso Valsecchi)

Adattare un videogioco a un altro tipo di linguaggio, come quello televisivo, non è mai materia semplice. In tanti ci hanno provato, soprattutto in tempi recenti, quasi mai nessuno è riuscito, senza in qualche modo tradire lo spirito della materia originale: un po’ per la diversità del mezzo con cui si confrontano, un po’ per una scrittura problematica.
Immaginare dunque di dover adattare quella che a parere di pubblico e critica videoludica è una delle storie (se non LA storia) più stratificate, brutali e spietate mai viste nel mondo dei videogiochi sotto un profilo squisitamente narrativo è perciò un compito per pochi, anzi pochissimi. E per fortuna, Druckmann, creatore del gioco, e Mazin, già showrunner di Chernobyl, sono due fra questi pochissimi fuoriclasse.
Ci ritroviamo infatti a che fare con un adattamento perfettamente fedele all’originale, al punto da ripercorrerne gli snodi narrativi principali, con una cura ai dettagli magistrale, persino passaggi dei dialoghi. A stupire però maggiormente è la fusione delle personalità dei due creatori: se avete già visto Chernobyl ritroverete tanto di quel realismo feroce che si consumava all’ombra della centrale nucleare in fiamme tanto quanto ritroverete il rapporto fra gli esseri umani, Joel ed Ellie su tutti, che popolano il racconto e che riporta molto più ai romanzi di McCarthy che ai film di Romero o ai fumetti di Kirkman.
Nota a parte meritano i “mostri”, che nel primo episodio nemmeno appaiono e che rappresentano un aspetto marginale: se nel videogioco hanno una funzione quasi esclusivamente ludica, a quanto pare anche in questa trasposizione sul piccolo schermo saranno destinati ad occupare un minutaggio ridotto all’osso.
Laddove The Walking Dead provava ad allontanarsi sempre più dalla versione a fumetti con risultati catastrofici, The Last of Us fa l’esatto opposto, senza teatralità, senza un gusto splatter (sebbene la violenza non manchi e sia, anzi, più cruda) mettendo al centro dello schermo i suoi personaggi e il loro lato più tragico.
Esattamente come è stato per il videogioco.

Il commento di chi ha visto tutta la serie ma non ha giocato al videogame
(di Riccardo Cristilli)

La qualità HBO si mette al servizio del videogame in The Last of Us, tentativo nobile di portare in tv un gioco particolarmente amato e conosciuto.
La mano di Craig Manzin, già dietro Chernobyl, è fortemente riconoscibile nel descrivere il modo in cui l’incubo avanza a travolgere la società.
Dopo i primi 3 convincenti episodi (il terzo su tutti, un vero gioiello), la serie inizia a pagare dazio al mondo dei videogame. L’impianto narrativo è costruito sui livelli del gioco con nuovi personaggi, nuovi nemici e i due protagonisti che avanzano contro tutto e tutti. Pur sottolineando la prova di Pedro Pascal e Bella Ramsey e delle tante guest star incontrate, la serie perde l’occasione di rinnovare il genere “survival drama” finendo per inseguire dinamiche già viste.

 

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