Aprile 7, 2020

Unorthodox: 3 motivi per vedere la serie tv Netflix

Unorthodox è una miniserie Netflix creata da Anna Winger e Alexa Karolinski e ispirata all’autobiografia di Deborah Feldman, Unorthodox: The Scandalous Rejection of My Hasidic Roots, che racconta la vita della scrittrice nel gruppo Hasidic Satmar a Williamsburg, comunità ortodossa estrema di New York, fino alla fuga a Berlino.
Nata nel 1986 nella comunità chassidica Satmar di Williamsburg, a New York, Deborah cresce in un ambiente di ebrei ultra ortodossi che vivono secondo principi e regole rigidissime, soprattutto per le donne.
I gruppi ultra ortodossi vivono chiusi in un micro mondo chiuso in sé stesso, già raccontate nel 2012 nel film La sposa promessa di Rama Burshtein, regista ebrea ortodossa per l’appunto.
Unorthodox è una storia dolorosa e intensa, ma allo stesso tempo di rinascita: i quattro episodi della durata di poco meno di un’ora, vi terranno incollati allo schermo.

La serie tv è stata rilasciata da Netflix lo scorso 26 marzo e se ancora non l’avete vista, ecco 3 motivi per recuperarla quanto prima.


La storia
La rinascita, appunto.
Perché in mezzo a tanto dolore, in Unorthodox c’è anche tanto coraggio, quello di Esther “Esty” Shapiro, la protagonista.
Il nome Esty è ispirata a Esti Weinstein, donna israeliana cresciuta nella comunità chassidica di Gur, morta suicida perché perseguitata da marito e famiglia, che aveva lasciato per rifarsi una vita.
Unorthodox non ha paura di mettere in luce i limiti della comunità ortodossa protagonista.
Lì dove il corpo femminile è sinonimo di mortificazione e controllo, dove non c’è democrazia, dove alle donne non è consentito studiare e lavorare, né parlare inglese, né utilizzare la tecnologia o cantare.
Una comunità chiusa e dispotica, dove i matrimoni combinati hanno la meglio sulle scelte individuali, dove l’amore non può esistere, e le donne sono viste soltanto come macchine per fare figli. Comunità che esistono tutt’oggi, e rimangono vive e impunite seppur non troppo distanti da quel futuro distopico immaginato in The Handmaid’s Tale.


Shira Haas
Classe 1995, Shira Haas è perfetta nel ruolo di Esty. Giovane e già talentuosissima, il personaggio sembra cucito su di lei. Delicata, espressiva ed estremamente credibile, questa giovane attrice farà parecchia strada. Risultare così convincente in ruolo così complicato non è da tutti, e lei ha superato la prova a pieni voti.

 

L’opera
Unorthodox
non è una serie facile, né una serie per tutti. È (e probabilmente rimarrà) una serie di nicchia, ed è giusto che sia così. Affronta una storia e delle tematiche complesse, toccanti e per nulla semplici da digerire.
Al pubblico femminile alcune scene potrebbero risultare difficili da digerire, soprattutto sapendo che sono la cartina tornasole di una comunità presente nella società contemporanea.
Se però avete amato la già citata The Handmaid’s Tale (disponibile su TIMVISION) o Califfato (su Netflix) è senza dubbio la serie tv che fa per voi.

 

unorthodox | serie tv

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