I May Destroy You: una serie figlia del suo tempo

Dopo due anni di attesa,
I May Destroy You, la serie creata, scritta e interpretata da Michaela Coel, arriva finalmente in Italia su Sky e NOW.
Ecco perché non dovete assolutamente perderla.

 

Arabella è una millenial sicura di sé, con una fiorente carriera di scrittrice, un aspirante fidanzato che la corteggia dall’Italia e un solido gruppo di amici. Celebrata come la “voce della sua generazione” dopo l’uscita del suo primo romanzo, Arabella merita il suo successo e ha in cantiere un secondo volume.
Per staccare dal lavoro organizza una serata tra amici, ma la mattina dopo i ricordi di quelle ore riemergono sfumati.
Poco dopo scopre di essere stata drogata e inizia un viaggio, a tratti doloroso e a tratti esilarante, alla scoperta di ciò che le è successo, arrivando a luoghi sorprendenti e conclusioni controverse.

Ph: courtesy of Sky e NOW

I May Destroy You è a tutti gli effetti una creatura di Michaela Coel (Chewing gum), che ne ha firmato la sceneggiatura, ha co-diretto gran parte degli episodi di cui è anche executive producer e interpreta la protagonista, Arabella.
La vicenda principale della storia è ispirata a fatti realmente accaduti.
Cancel culture, violenza fisica e psicologica, discriminazioni razziali e sessuali, dipendenze digitali: la storia è un ritratto sincero e crudo della società contemporanea, una serie figlia del proprio tempo.

Il viaggio di Arabella nel ricostruire quello che le è accaduto la notte dell’aggressione, è il viaggio di tante donne e uomini, che vivono questi anni tra ferite profonde e indelebili, dolori spesso inesorabili, che li accompagnano ogni giorno per tutta la vita.
Spesso chi compie queste violenze, siano esse di genere, nei rapporti, fisiche, psicologiche o simboliche, non se ne rende nemmeno conto. E nella realtà, come nella serie, il confine tra reale e percepito è labile. Ma la memoria e la lucidità sono quanto di più prezioso possediamo, soprattutto in certi momenti, e nella vita – così come Arabella sullo schermo – dobbiamo preservarli, proteggerli e mantenerli vivi nel tempo.

I May Destroy You riesce a toccare temi attualissimi, al centro di frequenti dibattiti di questi anni, con uno stile unico e delle scelte narrative obiettivamente innovative. Il tragicomico dei primi episodi lascia spesso spazio a una realtà crudele ed efferata, capace di far dubitare alle vittime di essere davvero tali, tanto da fargli tremare la terra sotto i piedi, gettandole in un abisso di solitudine e disperazione, spesso colmato da una dipendenza digitale effimera che svolge perfettamente il suo ruolo: creare un gruppo, fittizio che sia, dove sentirsi meno soli, dove cercare la comprensione spesso generata da un like o un commento e che in quel momento valgono quasi più di un abbraccio.
Ed è proprio in quell’abisso digitale che precipita la protagonista della serie, un baratro dal quale prova a riemergere con l’aiuto dei pochi (ma buoni) amici che ha: un gruppo di persone disfunzionali tanto quanto lei, spesso affetto da dipendenze (droghe, alcol, App) o vittime di traumi sedimentati sotto anni di dolore, traumi capaci di riemergere a ondate, come il peggiore degli tsunami.

Ph: courtesy of Sky

La serie affronta tematiche come identità social(e) e integrità morale, isolamento e immagine che abbiamo di noi stessi, e lo fa in maniera magistrale sospendendo il giudizio: non mette mai da parte la complessità caratteriale dei personaggi per un mero appagamento (morale) fine a se stesso.
Esplora, indaga, racconta senza mai sentenziare o esprimere un qualsivoglia parere favorevole o contrario.

Di Arabella e della serie abbiamo parlato tempo fa in una delle nostre Storie di Serie, quella più apprezzata finora dai lettori di TV Tips, sulle “Flaky Girls, le ragazze incasinate della cultura pop” (la trovate qui): se l’avete letta o la leggerete, rimarrete increduli nello scoprire quante serie meno famose di quelle più acclamate dal grande pubblico, affrontano temi simili e portano sullo schermo personaggi simili a quelli appena descritti (e se l’avete apprezzata, continuate a seguirci perché presto arriverà una Storia di Serie che vi piacerà sicuramente).

Nel 2020 Michaela Coel ha vinto un Emmy per la “miglior sceneggiatura in una miniserie” e i quattro BAFTA Television per cui era stata nominata. Quello stesso anno, il Times l’ha inserita nella lista della 100 persone più influenti del mondo.
Attrice, sceneggiatrice e cantante afroinglese, nata a Londra nel 1987, è senza ombra di dubbio una delle voci più acute, brillanti e intelligenti della sua generazione: in Chewing Gum e in I May Destroy You riesce a raccontare storie comuni a molti suoi coetanei con una potenza e un’arguzia che poche persone possono vantare. La sua scrittura è unica, la capacità di calarsi nei personaggi che interpreta ha dell’incredibile: un’artista poliedrica  che con i suoi personaggi è in grado di instaurare un legame fortissimo con lo spettatore, incapace di detestarne comportamenti spesso al limite, perché consapevole di trovarsi di fronte a storie dalle quali riemergerà cambiato.
Non ha paura di dire – attraverso le sue serie – ciò che pensa, non ha peli sulla lingua né usa mezzi termini: in I May Destroy You denuncia soprusi e abusi reali, parla al pubblico con l’ostinazione giusta per risvegliarlo, per fargli aprire gli occhi. Spesso urla, e nelle sua urla, molti di noi si sono ritrovati e, senza alcun dubbio, si ritroveranno.

I May Destroy You – Dal 20 settembre in esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW

Ph: courtesy of Sky

 

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