Homecoming stagione 2: la recensione in anteprima

Il 22 maggio arriva su Prime Video la seconda stagione di Homecoming, la serie Amazon Original con con Janelle Monáe, che verrà trasmessa in lingua originale con i sottotitoli in italiano.


La prima stagione di Homecoming, lo scorso anno, ottenne il consenso di pubblico e critica (ottenendo un indice del 98% di gradimento su Rotten Tomatoes) e segnò il debutto televisivo del premio Oscar Julia Roberts
Eli Horowitz
e Micah Bloomberg, produttori esecutivi e showrunners della serie e creatori del podcast di Gimlet Media su cui è basata, tornano il 22 maggio su Prime Video, con una seconda stagione che ha per protagonista la giovane Janelle Monáe, cantante, modella e attrice statunitense, apparsa negli ultimi anni in lungometraggi a tema sociale come Moonlight Il diritto di contare.

La Monáe interpreta Jacqueline, personaggio emblematico e dal misterioso passato, protagonista di questa seconda stagione.
La storia ruota intorno a lei che, risvegliatasi su una barca in mezzo a un lago priva di memoria, inizia la sua personale ricerca della verità. Un documento con nome e cognome, alcuni indizi che la indicano come una veterana di guerra e un tovagliolo con scritta la parola “Skins” è tutto ciò di cui Jacqueline è in possesso.
Tutto inizia da qui, e nell’arco dei sette episodi della durata di mezz’ora circa, la storia della protagonista procede di pari passo con quella di Walter Cruz (Stephan James), che sta cercando di costruirsi una nuova vita e di riprendersi dai traumi della guerra e dal progetto Homecoming, e con Audrey Temple (Hong Chou, Big Little Lies, A to Z), impiegata del Geist che si ritrova inaspettatamente ai vertici della scala gerarchica della compagnia.
Ai volti già noti ai fan delle serie, si aggiungono Chris Cooper nei panni di Leonard Geist, l’eccentrico fondatore della compagnia e Joan Cusack nel ruolo di Francine Bunda, militare altrettanto eccentrica.

Come nella prima (incredibile) stagione, anche stavolta non c’è spazio per sotto trame o momenti riempitivi nella storia: ogni scena, ogni personaggio, ogni sviluppo è la componente chiave di un puzzle che richiede tempo per essere risolto.
La storia si svela lentamente, con un ritmo lento ma cadenzato: la regia di Kyle Patrick Alvarez (13 Reasons Why) è meno serrata rispetto a quella di Sam Esmail (Mr. Robotnella prima stagione, e molto meno convincente (Sam Esmail è presente tra i produttori esecutivi con Julia Roberts).
Fotografia e colonna sonora (con brani che vanno da Miles Davis a Vangelis, da Ligeti a Pino Donaggio) accompagnano plot e personaggi in maniera funzionale seppur non così incisiva come siamo stati abituati a vedere nel corso della season 1.
Janelle Monáe è una buona interprete, non all’altezza di Julia Roberts, seppur in grado di difendere il suo ruolo.
Homecoming funziona e si distingue ancora una volta come un prodotto di nicchia nel panorama seriale, più adatto forse ai cinefili che non agli appassionati di serie tv, nonostante questa seconda stagione non si sia rivelata all’altezza della prima e non abbiamo soddisfatto le aspettative dei fan.

Dal 22 maggio la stagione 2 sarà disponibile su Prime Video in versione originale sottotitolata.

Homecoming stagione 2 - Chris Cooper - TV Tips anteprima

 

 

Homecoming stagione 2 - Amazon Prime Video - TV Tips anteprima

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