Arriva su Netflix la serie tv Generazione 56K: l’amore è una questione di connessione

Arriva il 1° luglio, Generazione 56K, la nuova serie tv italiana Netflix, prodotta da Cattleya e realizzata in collaborazione con The Jackal.
Ecco la recensione in anteprima senza spoiler.

Ph. Cr. MARGHERITA PANIZON/NETFLIX © 2021
“Come mai, ma chi sarai, per fare questo a me?
Notti intere ad aspettarti, ad aspettare te
Dimmi come mai, ma chi sarai, per farmi stare qui?
Qui seduto in una stanza, pregando per un sì”

Generazione 56K è una serie romantica e nostalgica, che nel corso della storia si pone tre domande fondamentali : cosa succede quando un incontro col passato rimette tutto in discussione? È proprio vero che chi non rischia, non sbaglia mai? E com’erano le relazioni prima dell’arrivo di internet?

Net generation, Millennials o Generazione Y? I protagonisti della serie sono semplicemente i ragazzi degli anni Novanta, che hanno vissuto l’arrivo di internet come una vera e propria rivoluzione, mentre ancora si destreggiavano tra floppy disk, videocassette e walkman, con in sottofondo le canzoni degli 883 e l’inconfondibile suono del modem 56K. Oggi sono cresciuti e si sono adattati al mondo iper tecnologico in cui viviamo, rendendo smartphone e App parte integrante della loro vita: alleati insostituibili sul lavoro, nel tempo libero e negli incontri sentimentali.
Negli otto episodi della serie, questa “generazione 56k”, è raccontata con un continuo ponte temporale tra gli anni Novanta e i giorni nostri, in un costante flashback tra l’infanzia dei protagonisti e la loro vita oggi. Anni di grandi cambiamenti in cui le relazioni umane, l’amicizia e l’amore rimangono le uniche, vere costanti.

La trama di Generazione 56K: e se un vecchio amore tornasse a stravolgere tutto?

Al centro della storia, Daniel e Matilda, che si conoscono da giovanissimi e s’innamorano da adulti, nonostante uno dei due fosse già innamorato dell’altro sin da ragazzino, senza mai dimenticarlo.
Il loro incontro avviene inaspettatamente “da grandi”, mentre stanno percorrendo strade diverse: se Daniel infatti è ancora alla ricerca del grande amore, Matilda sembra averlo già trovato. Daniel, ragazzino timido e riservato, oggi non ha paura di cercare la donna della sua vita sulle App di incontri; Matilda, convinta di aver già trovato l’uomo dei sogni invece, dalla ragazzina impulsiva e coraggiosa che era, è diventata una donna decisa e irremovibile, convinta di aver già trovato ciò che la rende felice.
E se non fosse così?
L’incontro tra Daniel e Matilda sconvolge tutti i piani e rimette in discussione la vita di entrambi. Rischiare o non rischiare, questo il dilemma. Continuare su una strada sicura e senza curve, o stravolgere tutto e partire in quarta su una strada sterrata?
Siamo certi sia capitato a molti di voi che state leggendo, giusto? Curioso sarebbe sapere quale delle due strade avete deciso di intraprendere.

Fare i conti col passato, specchiarsi e capire chi si è davvero nel presente: Matilda e Daniel vivono una relazione che rivoluzionerà il loro mondo e li costringerà a fare i conti con  quella parte più pura e vera di se stessi che, in modi diversi, sembrano aver dimenticato. Tutti gli episodi della serie intrecciano costantemente due linee temporali, due punti di vista, due fasi della stessa storia d’amore e di amicizia che parte nel 1998 e continua fino ai giorni nostri.

Ph. Cr. MARGHERITA PANIZON/NETFLIX © 2021

Siamo sette miliardi di persone interconnesse tra loro. Ora, quante possibilità ci sono che la donna della tua vita sia nata e viva nella stessa città in cui vivi tu da quando sei nato? Quante possibilità esistono concretamente, su sette miliardi, che tu l’abbia trovata proprio qui, in fila alla posta, o tra i banchi di scuola? È  un pensiero un po’ ottimistico“. Francesco Ebbasta (ideatore, sceneggiatore e regista degli episodi 1-4)

Cast & Crew di Generazione 56K su Netflix

Nel ruolo di Daniel, il talentuosissimo Angelo Spagnoletti (da bambino è interpretato da Alfredo Cerrone) e in quello di Matilda la bravissima Cristina Cappelli ( da bambina, Azzurra Iacone). Nei panni dei migliori amici di Daniel, i favolosi Fabio Balsamo e Gianluca Fru dei The Jackal, interpretati, da ragazzini, rispettivamente da Egidio Mercurio e Gennaro Filippone. Nel ruolo di Ines, migliore amica di Matilda (e primissimo amore di Daniel), l’attrice Claudia Tranchese, alla quale da piccola presta il volto Sveva Simeone.

Ambientata tra Napoli e Procida, Generazione 56K è una serie comedy basata su un’idea originale di Francesco Ebbasta e scritta insieme a Costanza Durante, Laura Grimaldi e Davide Orsini, che ne è anche head writer. Dietro la macchina da presa dei primi 4 episodi Francesco Ebbasta, mentre Alessio Maria Federici firma la regia dei restanti 4.

La scelta della location è stata determinante per la riuscita della serie: l’obiettivo era trovare una piccola comunità chiusa, vicina alla grande città, Napoli. Procida si è rivelata la scelta più consona, poiché rimasta intatta nell’atmosfera anni Novanta.
Il direttore della fotografia, Francesco Di Giacomo, è il figlio del direttore della fotografia de Il Postino (Franco Di Giacomo, ndr), ed era inevitabile quindi, cadere in questo mood nostalgico. In alcune scene della serie, si intravede l’ufficio postale de Il Postino, con un effetto amarcord come pochi altri.
Francesco Ebbasta è riuscito a mantenere la modernità inserendola in un contesto estetico molto classico, nonostante si parli di App e tecnologia:  lo stile della commedia italiana agrodolce si ritrova anche nella palette colori e nel coloring stesso della serie, in cui i due tempi – passato e presente – si parlano, attraverso il contenuto che portano, in un continuo dialogo tra il come siamo e il come eravamo. 

Ph. Cr. MARGHERITA PANIZON/NETFLIX © 2021

Ultima, ma non ultima, la colonna sonora, sempre più parte narrativa e non semplice sottofondo, anzi capace di creare quell’atmosfera ovattata e malinconica che contraddistingue la serie. Alle musiche Michele Braga, che ha scelto brani capaci di ricreare quel mondo nostalgico da cui i protagonisti provengono. Tante le canzoni anni Cinquanta, per suggerire quell’effetto un po’ alla Troisi, un po’ stile L’Amica Geniale, da Paul Anka ai The Marvelettes, oltre a un omaggio alla musica italiana nel locale karaoke (Maledetta primavera di Loretta Goggi e Amore disperato di Nada).
Per la serie sono state inoltre composte diverse canzoni dalla cantautrice Bea Sanjust, autrice anche di alcuni testi. Questi brani, contraddistinti da un approccio timbrico indie-folk, si inseriscono in un repertorio molto vario, che spazia dagli 883 (perfetti  per raccontare gli anni Novanta dei ragazzini) fino ad arrivare alla cantautrice francese Soko, dai Jealous of the birds ai Pompelamousse.

Ph: courtesy of Netflix
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