Ottobre 5, 2020

We Are Who We Are: Luca Guadagnino dirige la sua prima serie tv. Intervista al regista e al cast.

Per Vanity Fair è una serie “Mozzafiato”, “sbalorditiva, a dir poco bellissima” scrive Rolling Stone e per il Los Angeles Times è la serie tv perfetta per celebrare la fine di un’estate perduta“.
Con queste parole la stampa americana ha accolto We Are Who We Are, la prima serie tv di Luca Guadagnino, in arrivo su Sky Atlantic e NOW TV il 9 ottobre. 

 

we are who we are di Luca Guadagnino su sky

 

Un film in otto atti”, così il regista ha definito la sua splendida opera, che racconta l’adolescenza, attraverso una storia corale di crescita, di amore e di accettazione di sé.
Una storia di formazione con protagonisti due adolescenti americani che, insieme alle loro famiglie composte da militari e civili, vivono in una base militare americana in Italia.
La serie parla di amicizia, ma anche di primi amori e di tutti i misteri dell’essere un adolescente: dall’esplosione del proprio corpo fino all’insorgere del desiderio, dirompente o timido che sia.
Una storia che ogni giorno si ripete in ogni parte del mondo, ma che in questo caso avviene in un piccolo scorcio di Stati Uniti in Italia.

La serie è ambientata nel 2016 “Perché per raccontare le storie abbiamo sempre bisogno di una distanza minima dalla contemporaneità –  ha detto Guadagnino – e il semestre delle presidenziali che sfocia nell’elezione di Trump era un’occasione ghiotta, con la protagonista Sarah-Chloe che a un certo punto dice: ‘I tempi sono cambiati, ora piacciono le decisioni forti’ ‘“.

E sulla scelta di ambientare la serie in Italia, tra Chioggia, Bagnoli e la parte più a Est del Veneto, il regista aggiunge: “volevamo un luogo piccolo con delle caratteristiche che potessero essere declinate in senso universale. Una sorta di non luogo, come quello della base militare, dove le risposta ai comandi potessero essere la disciplina o la trasgressione”.

“We Are Who We Are è una tappa importante per Sky, un progetto diverso da tutto quanto fatto fino ad oggi, una storia di adolescenza che parla a tutti, che riguarda tutti. Una storia raccontata con grande grazia e con grande potenza al tempo stesso. Caratteristiche con cui Luca Guadagnino, uno degli autori più originali e contemporanei del cinema internazionale, sa guardare agli individui e rendere le loro storie personali universali”, con queste parole Luca Maccanico, Executive Vice President Programming Sky Italia, ha lodato la serie che debutterà il 9 ottobre sulla piattaforma.

luca guadagnino we are who we are

 

We Are Who We Are è una serie Sky Original coprodotta da Sky e HBO e Luca Guadagnino ne è showrunner, produttore esecutivo, sceneggiatore e regista; la serie è prodotta da Lorenzo Mieli per The Apartment e Mario Gianani per Wildside; è scritta da Paolo Giordano e Francesca Manieri insieme a Guadagnino.

Lorenzo Mieli, che ha creduto nel progetto sin dall’inizio, sulla serie ha detto: “Luca Guadagnino, oltre a essere un grande regista, è un architetto e designer del cinema e del racconto audiovisivo. Lo è per formazione perché quando disegna le strutture narrative, disegna anche gli archi dei personaggi fino al disegno reale della messa in scena. In We Are Who We Are la sfida è stata doppia perché Luca ha voluto architettare ogni dettaglio facendolo sembrare privo di qualsiasi struttura e credo che pochi registi e sceneggiatori al mondo abbiano questa qualità”. 

Ascoltando le parole degli sceneggiatori e del cast, emerge l’importanza di avere un regista come Guadagnino sul set, nel guidare e ispirare costantemente un intero gruppo di lavoro: “per noi è stata una serie di innamoramenti: dalla scrittura, al progetto, alla visione di Luca” (Francesca Manieri, sceneggiatrice); “Luca mi ha dato tanta libertà per capire chi fosse il personaggio: mi ha dato molto margine di azione in questo senso ed è fondamentale per conoscere e capire il proprio personaggio” (Jack Dylan Grazer, che interpreta il protagonista Fraser); “grazie alle conversazioni avute con Luca ho capito la vera essenza del mio personaggio” (Jordan Cristine Seamón, la protagonista Caitlin).

Sui due protagonisti, Guadagnino ha speso parole entusiaste, che non lasciano spazio a dubbi su quanto sia soddisfatto della scelta dei due attori per prestare il volto a Fraser e Jordan: “Jack è molto saggio, soprattutto se pensiamo alla sua giovane età: riflette su cosa il suo personaggio con la saggezza di un uomo di 80 anni. Jordan? Nel quinto episodio recita un pezzo di David Mamet con un’intensità incredibile”.

Non solo i giovani attori però, hanno lodato il prezioso aiuto di Luca Guadagnino nel dirigere l’opera in maniera egregia, la stessa Chloë Sevigny, che interpreta la madre di Fraser ed è la comandante della base militare che li ospita, ha affermato “avevo un consulente dell’esercito che mi ha aiutato molto a prepararmi per questo ruolo, e per il resto mi sono completamente affidata a Luca che mi ha aiutata a cogliere l’autenticità di Sarah”.

We Are Who We Are è una serie che affronta temi difficili, inusuali ancora in tv, soprattutto nel nostro Paese. È una serie politica, familiare, romantica, di crescita in tutti i sensi. Porta in tv giovani personaggi a tu per tu con la fluidità di genere, con l’accettazione di loro stessi, ma anche in balìa di situazioni complicate tra le mure domestiche. È delicata ma allo stesso tempo molto incisiva, supportata da una regia egregia e da una fotografia incredibile. Una vera ispirazione per i giovani di tutto il mondo.

jack Dylan dare in we are who we are

Fraser è un personaggio complesso, difficile da capire all’inizio, ma indispensabile oggi come oggi: “antipatico? Io lo trovo divino” risponde Guadagnino a chi critica il suo “pupillo”, “credo sia particolarmente umano”, ha aggiunto Grazer

E a chi chiede se ci sarà una seconda stagione, il regista ha risposto: “per me assolutamente sì se anche gli altri crederanno nel progetto”. 

Una serie riuscita in tutti i sensi, sul piccolo schermo e nella realtà: una crew compatta e unita, diretta da un artista immenso che ha saputo trasmettere la sua esperienza e il suo pensiero fuori dagli schemi al resto del team. “le dinamiche che abbiamo trovato sul set sono state speciali: alla fine, la realtà è filtrata nell’arte e questo è fantastico da provare” ha detto Grazer riguardo all’intera esperienza. 

Una piccola opera d’arte, che non deluderà neanche il pubblico più esigente: We Are Who We Are, dal 9 ottobre su Sky Atlantic e NOW TV. 

 

Ph: Yannis Drakoulidis.

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