The Bold Type e Daytime Divas: largo alle donne sul piccolo schermo

Negli Stati Uniti vengono ormai prodotte e trasmesse circa 500 serie tv ogni anno.
I mesi estivi, per antonomasia, sono dedicati o ai grandi recuperi di serie lasciate indietro nel corso dell’anno, o alla visione dei cosiddetti “guilty pleasure”, quelle serie poco impegnative, leggere, scacciapensieri, perfette da guardare con un occhio solo o mentre si fa altro.
A farla da padrone, tra i guilty pleasure, soprattutto le serie femminili, come le più recenti UnReal, Mistresses o Devious Maids.
Chi quest’anno si ritrova orfano di questi titoli, non deve disperare però, perché nel ricco bouquet di serie americane, nuovi titoli rallegreranno il palinsesto.

ISSUES - "Pilot" (Freeform/John Medland) MEGHANN FAHY, KATIE STEVENS, AISHA DEE

Un esempio?
The Bold Type, novità di casa Freeform, il cui pilot è stato trasmesso il 20 giugno, ma che partirà ufficialmente sul network il prossimo 11 luglio.
La serie, ispirata alle vicende di Joanna Coles, direttrice editoriale di Hearst Magazines ed ex-direttrice di Cosmopolitan, è ambientata a New York, nei meravigliosi uffici di Manhattan, di Scarlet, magazine definito da molti femminile, ma in realtà “femminista”, poiché nato con l’obiettivo di ispirare le donne nei momenti più difficili, e in prima linea per spingerle a esprimere tutto il loro potenziale per valorizzarsi sempre più in una società che, seppur evoluta, tenta ancora troppo spesso di ostacolarle.
A guidare la redazione, in maggioranza femminile, di Scarlet, l’editor in chief Jacqueline Carlyle, interpretata da Melora Hardin (Tammy in Transparent).
Sotto la sua ala protettrice, le tre protagoniste, Jane (Katie Stevens di Faking It) appena promossa nel ruolo di redattrice, Kat (Aisha Dee di Chasing Life), social media manager del magazine, e Sutton (Meghann Fahy di Chicago Fire), ancora relegata nel ruolo di assistente.
Jane, Kat e Sutton, e in primis Jacqueline, sono le “bold types” che danno il titolo alla serie: sveglie, intraprendenti e senza alcuna paura.
Lo show, di cui Sarah Watson è showrunner e produttrice, ruota intorno alle vite delle tre protagoniste, tra storie d’amore, di crescita e di amicizia, nella splendida cornice di New York, tra parti esclusivi e serate trascorse a chiacchierare di drammi amorosi.

daytimedivas

Un’altra serie da annoverare tra i guilty pleasure di quest’anno, senza discostarci troppo da queste tematiche, è Daytime Divas, lanciata il 5 giungo da VH1, cable dedicato quasi completamente al pubblico femminile, il cui palinsesto è ricco di reality, soap ed entertainment vario.
Al centro di questa serie, un satirical dramedy in piena regola sviluppato da Amy Engelberg e Wendy Engelberg, c’è lo show televisivo The Launch Hour e la vita dietro le quinte, delle cinque ciniche conduttrici che da anni fanno compagnia al loro pubblico sul piccolo schermo.
Creatrice e presentatrice principale di The Launch Hour, è Maxine Robinson, intrepretata dalla favolosa Vanessa Williams (Ugly Betty), ancora una volta perfetta nel ruolo che più le si addice: una donna agguerrita, snob ed estremamente competitiva e ironica.
Intorno a lei, ad aspettare il momento giusto per farle letteralmente le scarpe, quattro co-conduttrici iper stereotipate ma irresistibili: Mo (Tichina Arnold) la comica nera e sboccata, Kibby (Chloe Birdges) ex bambina prodigio bellissima ma con poco cervello, la giornalista impegnata Nina (Camille Guaty) e la super religiosa e conservatrice Heather (Fiona Gubelmann).
Nel corso del pilot, l’ennesimo intervento di chirurgia estetica ridurrà la Williams sul letto di un ospedale, e scatenerà una guerra tra le altre quattro per rubarle il posto di conduttrice principale.
Tradimenti, bugie, amanti e figli transgender: Daytime Divas promette di guadagnarsi lo scettro non soltanto di guilty pleasure, ma anche di serie più trash dell’anno.

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