Dicembre 24, 2020

Le migliori serie tv degli ultimi mesi

L’abbiamo detto diverse volte nel corso di quest’anno assurdo e a tratti surreale: le belle storie, almeno in parte, ci salveranno. Eccole qui allora, le serie tv più belle (secondo noi, ça va sans dire) del 2020, da recuperare nei prossimi giorni di festa.

High Fidelity

Zoë è magnetica, affascinante e decisamente credibile nel ruolo della trentenne bloccata in una vita che le va stretta e la scelta di New York come location della serie è la ciliegina sulla torta, che conferisce allo show quella nota alternativa e un po’ hipster perfettamente in linea con la moda di oggi. Non per niente il negozio di dischi di Rob è situato a Crown Heights, quartiere nel cuore della gentrification di Brooklyn. Anche nella serie tv, come nel libro e nel film, la colonna sonora è parte integrante della storia e assume il ruolo di protagonista in alcune scene dei dieci episodi che compongono la prima stagione. La musica non è solo una colonna sonora in questa serie ma una vera e propria scelta di vita, non soltanto di Rob, ma di tutti i personaggi che ruotano nel suo mondo.

High Fidelity è l'adattamento televisivo in chiave moderna e da un punto di vista femminile del celebre romanzo del 1995 scritto da Nick Hornby Alta fedeltà, dal quale è stato tratto anche il film del 2000 con protagonista John Cusack. La serie di Hulu, sviluppata da Veronica West e Sarah Kucserka, ha come protagonista (e produttrice esecutiva) Zoë Kravitz (Big Little Lies) nei panni di Rob, la scontrosa proprietaria di un decadente negozio di dischi di Crown Height, un quartiere residenziale di Brooklyn, che al tramonto dell'ennesima relazione decide di ricontattare i suoi cinque più memorabili ex per cercare di capire cosa ci sia di sbagliato in lei e perché finisca sempre per essere lasciata.

The Undoing

Solitamente su TV Tips non diamo voti, ma se lo facessimo, in questo caso sarebbe un 9 pieno. The Undoing è un gioiello di serie sotto tutti i punti di vista. Ricorda serie come Big Little Lies, o film come Gone Girl, ma con un quid in più. A partire dal cast, davvero eccezionale, fino alla regia impeccabile. Grazie a una sceneggiatura solida e di qualità, la serie scorre nell’arco delle sei puntate “manipolando” il punto di vista dello spettatore in un’altalena di segreti, bugie e tradimenti. La storia si sviluppa in sei episodi e, senza lasciare nulla al caso, si conclude in maniera esaustiva e soddisfacente. La fotografia racconta perfettamente la New York ritratta: la società altolocata dell’Upper East Side di Manhattan, tra ricchi snob e luminari, tra madri single e divorziate più inclini a spendere migliaia di dollari per l’ennesima chirurgia plastica che non a mostrare empatia verso il prossimo. Ancora una volta la penna di David E. Kelley ci racconta una parte di società americana viva e attuale, molto abile nel celarsi dietro diversivi e problematiche di altro tipo e capace di nascondere il marcio sotto strati di bugie, tra disagi psicologici e maschere indossate all’occorrenza. The Undoing è una serie potente, difficile da dimenticare e assolutamente imperdibile.

The Undoing è una miniserie creata, scritta e prodotta dall'affermato David E. Kelley basandosi sul romanzo di Jean Hanff Korelitz You Should Have Known. Il thriller psicologico segue il premio Oscar Nicole Kidman, che con Kelley ed HBO aveva già collaborato in Big Little Lies, nei panni di Grace Fraser, una terapeuta che, proprio quando sembra aver raggiunto il suo ideale di vita perfetta, deve fare i conti con uno scandalo inaspettato. Sposata con il devoto Jonathan Fraser e madre di un ragazzo che frequenta una delle scuole più prestigiose di New York City, Grace vede un baratro aprirsi sotto i suoi piedi quando il marito scompare e lei scopre una serie di terribili verità su quell'uomo che pensava di conoscere. Travolta dallo scandalo e inorridita dal modo in cui ha disatteso i suoi stessi consigli, Grace deve distruggere la vita che ha condotto fino a quel momento e crearne una nuova, per il bene di suo figlio.

Normal People

Normal People racconta con incredibile profondità le fragilità e le insicurezze delle nuove generazioni, con un linguaggio curato nei minimi dettagli, che spesso lascia spazio al silenzio. Un ritratto sociale intimo, attuale e incredibilmente familiare per molti, affidato a una regia incredibilmente realistica e a una sceneggiatura ricca di dialoghi ben scritti e di ottimo livello (qui si nota la mano della Rooney). Marianne e Connell, nel loro percorso di crescita sono al centro del racconto, in una serie totalmente character driven, dove la regia e la fotografia sanno cogliere in maniera precisa la complessità delle emozioni e degli stati d’animo dei protagonisti,  con scene emotivamente complesse e momenti che colpiscono direttamente al cuore. Spirito di sopravvivenza, autodistruzione, senso di inadeguatezza: sono sentimenti che molti di noi conoscono, con cui hanno avuto a che fare in passato, con cui forse ancora combattono. E sono i sentimenti che guidano Connell e Marianne in tutte le loro scelte e nei loro errori: due anime fragili, che insieme cercano di diventare adulti, che insieme falliscono ma che insieme riescono a ritagliarsi un mondo in cui rifugiarsi.

Normal People è una serie irlandese basata sul fenomeno letterario Persone normali, scritto da Sally Rooney. Il drama romantico segue Marianne e Connell (interpretati da Daisy Edgar-Jones e Paul Mescal), due giovani amanti che si incontrano per la prima volta alle superiori in una cittadina nella Contea di Sligo, sulla costa atlantica dell'Irlanda, e poi si perdono e ritrovano nel corso degli anni, fino al periodo del college a Dublino. Tra i suoi coetanei, Marianne è considerata una stranezza, sebbene a lei non sembri importare molto della posizione sociale. I buoni voti sembrano l'unica gratificazione nella vita della ragazza, che a casa vive invece una situazione familiare piuttosto complicata a causa di una madre sprezzante (Aislín McGuckin, Outlander) e di un fratello pieno di risentimento (Frank Blake, The Frankenstein Chronicles), mentre il padre defunto è stato un violento e per questo non ne parlano mai. Connell è invece uno studente brillante ed eccezionalmente atletico che vive con la madre single (Sarah Greene, Penny Dreadful), impiegata come donna delle pulizie dalla famiglia molto ricca di Marianne. Lui è anche popolare tra i compagni di scuola, sebbene fin troppo timido e paralizzato dalla possibilità di finire nel mirino del branco come Marianne. Ciò mette in difficoltà la loro relazione mentre questa va avanti. Un rapporto vissuto quasi sempre nell'ombra, mentre le loro vite - nelle quali segreti, insicurezze e tanto sesso sono punti fermi - si intrecciano senza dividersi mai.

Unorthodox

Unorthodox è una storia dolorosa e intensa, ma allo stesso tempo di rinascita: i quattro episodi della durata di poco meno di un’ora, vi terranno incollati allo schermo. La rinascita, appunto. Perché in mezzo a tanto dolore, in Unorthodox c’è anche tanto coraggio, quello di Esther “Esty” Shapiro, la protagonista. Il nome Esty è ispirata a Esti Weinstein, donna israeliana cresciuta nella comunità chassidica di Gur, morta suicida perché perseguitata da marito e famiglia, che aveva lasciato per rifarsi una vita. Unorthodox non ha paura di mettere in luce i limiti della comunità ortodossa protagonista. Lì dove il corpo femminile è sinonimo di mortificazione e controllo, dove non c’è democrazia, dove alle donne non è consentito studiare e lavorare, né parlare inglese, né utilizzare la tecnologia o cantare. Una comunità chiusa e dispotica, dove i matrimoni combinati hanno la meglio sulle scelte individuali, dove l’amore non può esistere, e le donne sono viste soltanto come macchine per fare figli. Comunità che esistono tutt’oggi, e rimangono vive e impunite seppur non troppo distanti da quel futuro distopico immaginato in The Handmaid’s Tale. Unorthodox non è una serie facile, né una serie per tutti. È (e probabilmente rimarrà) una serie di nicchia, ed è giusto che sia così. Affronta una storia e delle tematiche complesse, toccanti e per nulla semplici da digerire. Al pubblico femminile alcune scene potrebbero risultare difficili da digerire, soprattutto sapendo che sono la cartina tornasole di una comunità presente nella società contemporanea.

Una donna ebrea chassidica di Brooklyn va a Berlino per fuggire da un matrimonio combinato e viene accolta da un gruppo di musicisti. Ma il suo passato la raggiunge.

Seguici su

Quale serie tv guardo?
Scarica l'App gratuita

TV Tips è la prima App di recommendation per le serie tv, perfetta per chi tra i tanti titoli a disposizione in streaming non sa quale serie tv iniziare.

L’App è gratuita e disponibile per iOS e Android, semplice da usare e sempre aggiornata: suggerisce titoli tra oltre 800 serie tv sulla base dei gusti precisi dell'utente.

Articoli recenti

Le nostre Playlist

Quale serie TV guardo?

Scarica l'App dagli store online e scopri quale serie guardare