Fedeltà: la nuova serie tv Netflix tratta dal romanzo di Marco Missiroli

Arriva su Netflix il 14 febbraio, giorno di San Valentino, Fedeltà, la serie tv tratta dall’omonimo romanzo di Marco Missiroli.
L’abbiamo vista in anteprima e in questa recensione senza spoiler vi raccontiamo se e perché vederla.

FEDELTA (L to R) MICHELE RIONDINO as CARLO and LUCREZIA GUIDONE as MARGHERITA in episode 103 of FEDELTA Cr. SARA PETRAGLIA/NETFLIX © 2021

Quello di Fedeltà è il racconto di un amore travagliato, estremamente contemporaneo e attuale, in cui complicità e passione vanno a braccetto con ossessione, gelosia e accettazione di sé stessi.
Una storia che affronta il tema della fedeltà, verso noi stessi o verso il partner, portando alla luce domande comuni e universali sulle relazioni e su come affrontare il futuro alla luce di risposte maturate nel corso di tutta una vita.
Questo, in estrema sintesi, il tema al centro del romanzo di Marco Missiroli (edito da Einaudi), finalista del 73° Premio Strega e vincitore del Premio Strega Giovani, diventato oggi una serie.
Un romanzo intenso, doloroso, estremamente attuale e ben scritto: come in molti casi, di fronte a una trasposizione, la serie differisce per molti aspetti dall’opera letteraria, in virtù di un linguaggio diverso, necessario nel passaggio alla drammaturgia televisiva. La serie ha un suo colore e una sua personalità, il libro ne ha un’altra, la critica che ne segue, è tutta in questa profonda differenza.

La trama di Fedeltà

Ambientata tra Milano e Rimini, Fedeltà è un’esplorazione del desiderio e del tradimento, e delle loro conseguenze, attraverso la storia di due coniugi. Carlo (Michele Riondino), professore part-time di scrittura creativa, e Margherita (Lucrezia Guidone), architetto divenuto agente immobiliare, sono innamorati, ma capita che i loro desideri si allontanino dai confini della loro camera da letto. Carlo brama la quieta bellezza di una delle sue studenti, Sofia (Carolina Sala); Margherita fantastica sul suo fisioterapista Andrea (Leonardo Pazzagli).
Il sogno di un nuovo appartamento nel cuore di Milano potrebbe essere proprio ciò di cui Carlo e Margherita hanno bisogno per rafforzare la loro relazione che diventa simbolo ed espressione della fedeltà, non solo di coppia, ma anche verso se stessi.

Fedeltà è prodotta da BiBi Film e scritta da Alessandro Fabbri, Elisa Amoruso e Laura Colella, con la regia di Andrea Molaioli (Suburra – la serie) e Stefano Cipani (Mio fratello rincorre i dinosauri).

FEDELTA (L to R) LEONARDO PAZZAGLI as ANDREA and LUCREZIA GUIDONE as MARGHERITA in episode 105 of FEDELTA Cr. STEFANO MONTESI/NETFLIX © 2021

“Mi hai lasciato sola in questa stanza
Dove tutto sa di te
Ora è una questione di distanza
Tra me e te
Siamo legati insieme con le catene
Parli piano e fingi che va tutto bene, lo so
Sei tutto e niente, lo so

È solo un altro giorno in più
Da vivere, rivivere
Ma se mi lasci, cado giù
È un crimine, verosimile”

Queste le parole di Verosimile, il brano inedito interpretato da Arisa e scritto da Stefano Cipani, Arisa e Mario Fanizzi, che fa da colonna sonora alla serie.
Un testo che da sé, anticipa le tematiche, i sentimenti e le sensazioni che romanzo e serie vogliono esprimere e raccontare.

Fedeltà: differenze e similitudini tra romanzo e serie tv

Le analogie tra l’opera letteraria e quella televisiva risiedono naturalmente nella storia al centro della vicenda e a un interrogativo presente nella vita di ognuno di noi: che cos’è la fedeltà? Cos’è più importante, quella verso noi stessi o quella verso gli altri?
Domande senza risposta, che Carlo e Margherita, come molti di noi, si pongono nel corso del racconto.
Sentimenti a volte impalpabili che prendono vita e corpo: è forse un’utopia credere di non dover scendere a compromessi in un rapporto di coppia?
Quanto pesano questi compromessi nel momento in cui finiscono per snaturare il proprio carattere o quello altrui, e in quanti, spesso finiscono per accontentarsi in una storia d’amore?
In poche parole: che prezzo ha la fedeltà?

Attraverso le fedeltà e le relazioni, i personaggi del romanzo di Missiroli scoprono di avere identità differenti, desideri e sogni che credevano sopiti, certezze che vedono crollare come un castello di carte. Nonostante vivano vite soddisfacenti e felici, per certi versi. Missiroli racconta relazioni e matrimoni ancora caratterizzati da amore e passione, non storie di amori “asciutti”, prive di sesso o sentimenti. E proprio qui risiede l’originalità di questo romanzo: non sono completamente infelici, i suoi personaggi hanno solo smesso di splendere, per innumerevoli motivi nell’arco di una vita, ma non per problemi legati alla propria relazione. In momenti particolari delle loro vite, i membri della coppia Carlo/Margherita, si sono trovati di fronte al più classico degli “sliding doors“: quel bivio di fronte cui non sai che strada prendere, che può capitare a chiunque.

Ma se l’opera letteraria, seppur in alcuni passaggi estremamente dilatata, riesce nell’obiettivo di raccontare questa storia attraverso una narrazione potente e dialoghi ben scritti, lo stesso non si può dire della serie, che presenta molti dei difetti tipici della maggior parte delle serie tv italiane Netflix: dialoghi deboli e una recitazione troppo “teatrale” e poco realistica.
Rimanere fedeli a un libro senza tradirlo ma rinnovandolo con un linguaggio diverso è un’operazione molto difficile e raramente portata a termine brillantemente, come nel caso de L’Amica Geniale di Elena Ferrante (Rai1 e Raiplay), la miglior trasposizione romanzo/serie degli ultimi anni.

Ph: courtesy of Netflix

Quando si passa dalla letteratura alla drammaturgia, cambia il conflitto stesso dei personaggi ed è difficile compensare la mancanza di una narrazione più approfondita come quella racchiusa tra le pagine di un libro. La serie Netflix non è riuscita nell’intento, nonostante le ottime premesse e un prodotto in fin dei conti scorrevole e godibile. Una serie molto fisica, molto più “borghese” del romanzo, troppo urlate in alcune scene, troppo poco spontanea per la maggior parte del tempo.

Un’occasione in parte sprecata, ma non del tutto da bocciare. Azzeccatissima la scelta della location: Milano è una cornice narrativa perfetta, utile per sottolineare quei sentimenti di malinconia, dolcezza e nostalgia del passato che insorgono in molti momenti della serie.

Se cercate serie tv che trattino tematiche simili, ben scritte e ben riuscite, il nostro consiglio ricade su Scene da un matrimonio (disponibile su Sky e NOW e di cui abbiamo parlato qui) e Wanderlust (disponibile su Netflix e con un’immensa Toni Colette).

 

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