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This Is Us: la serie evento dell’anno

This Is Us su Fox Lif  e la serie evento dell'anno
This Is Us

Raccontare storie semplici, di pura vita quotidiana, con problemi familiari annessi, non è mai stato facile. Non soltanto nei romanzi o nei film, ma anche nelle serie tv, risulta spesso difficile descrivere momenti unici nella loro semplicità senza risultare noiosi o melensi e creare empatia con lo spettatore.

Alcuni family drama apparsi sul piccolo schermo in questi ultimi anni, si sono rivelati capaci di realizzare quest’impresa, Brothers & Sisters prima (2006 -2011), Parenthood (2010 al 2015) poi.

Shonda Rhimes a parte, ed escluso quindi il suo intramontabile Grey’s Anatomy, chi ama le serie strappalacrime, non può perdersi l’appuntamento di questa sera alle 22 su Fox Life per la prima puntata di quella che da alcuni è già stata definita “la serie dell’anno”, capace di racchiudere in sé tutte le caratteristiche sopraccitate: This is Us, (traducibile in “questi siamo noi”).

Trasmessa sulla NBC, la serie aveva registrato un hype altissimo già nei mesi che hanno preceduto la messa in onda: oltre 120 milioni di visualizzazioni per il trailer su YouTube, e non soltanto perché in un fotogramma era possibile scorgere il (bel) lato B di Milo Ventimiglia.

Creata da Dan Fogelman, sceneggiatore di Galavant per ABC, e di Cars e Crazy Stupid Love, e con la coppia Glenn Ficarra e John Requa, alla regia (con lui nel fortunato lungometraggio con Ryan Gosling), la serie è giunta attualmente negli USA al settimo episodio, registrando un ottimo seguito di pubblico (2.5 di ratings medio nel pubblico 18-45) ma soprattutto pareri entusiasti e positivi da parte della critica.

This is Us racconta la storia dei gemelli Kate e Kevin e del loro fratello adottivo Randall.

L’ intreccio narrativo è caratterizzato da flashback negli anni Ottanta e repentini salti nel presente, e la sceneggiatura è scritta con ogni minimo particolare utile a lasciarci conoscere piano piano non soltanto i tre protagonisti, ma anche i loro genitori, Jack e Rebecca, e la serie di incontrollabili eventi che li condussero all’adozione e alla movimentata vita che solo tre bambini in giro per caso riescono a creare.

In un sali e scendi di emozioni spesso contrastanti, c’è tanto umorismo in This is Us, ma anche tanto cuore, e non di rado ci si può ritrovare, da una risata improvvisa al fazzoletto in mano e in singhiozzi di fronte a qualche scena.

Questi siamo noi”: non soltanto i protagonisti della serie, ma anche gli sceneggiatori e noi spettatori, inchiodati davanti alla tv, sempre più curiosi in ogni episodio, di scoprire cosa è accaduto nelle vite di Jack, Rebecca, e dei loro figli, che nel presente hanno ormai trent’anni, la loro vita, i loro problemi e i pensieri di ogni giorno.

L’empatia è la chiave di questa serie: un legame innato e naturale che lega i protagonisti sullo schermo agli spettatori sulla poltrona, e ai quali consente di instaurare un rapporto profondo con questi personaggi sì di fantasia, ma incredibilmente reali.

Perché proprio quella stessa semplicità che c’è alla base della serie, fa sì che questa diventi inevitabilmente tangibile.

La storia al centro di This Is Us è la storia di una famiglia come tante, con le sue normali difficoltà, i problemi di ogni giorno, i rapporti a volte tesi e difficili, altre fluidi e affettuosi.

Ci sono le liti, le incomprensioni, le risate e le grida; l’amore, l’odio, la comprensione, l’invidia.

C’è tutto quello che è racchiuso dentro quattro mura domestiche, là, dove “tutte le famiglie felici si somigliano e ogni famiglia infelice è invece disgraziata a modo suo” (Lev Tolstoj, “Anna Karenina”)

Ecco quindi che in This Is Us, ogni battaglia, lotta, difficoltà, si trasforma nell’inizio di qualcos’altro, perché tutto cambia nella vita, spesso per migliorare e diventare qualcosa di diverso e inaspettato.

E qui, aleggia nella serie un’indissolubile fiducia di fondo: nulla o nessuno è perduto, c’è sempre una seconda possibilità, una speranza di redimersi, all’infinito.

Senza mai precludere un finale positivo per le storie raccontate, la serie, coraggiosamente, ci prova a portare sullo schermo una ventata di ottimismo, che in effetti, oggi manca a molte altre serie.

E magari non sarà del tutto veritiera, visto che le storie dal finale amaro sono ormai quelle preferite dal pubblico, ma ci voleva un prodotto come questo per far tornare noi spettatori a commuoverci e a sperare, ancora una volta in un lieto fine, seppur semplice che sia.

 

 

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