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Rectify: la quarta e ultima stagione dal 25 febbraio su Sky Atlantic

Il 14 dicembre si è conclusa negli USA, dopo quattro stagioni, Rectify, il drama targato Sundance TV, in onda dal 2013.
La serie, prodotta da Melissa Bernstein e Mark Johnson, già dietro Breaking Bad, è arrivata in Italia, su Sky Atlantic, soltanto a maggio dello scorso anno, e la stagione conclusiva, andrà in onda dal 25 febbraio, tutti i sabati alle 21.15.

Aden Young in Rectify
Scena di Rectify con Daniel Holden (Aden Young) nella cella del braccio della morte

La trama di Rectify in breve

Daniel Holden (Aden Young) esce dopo diciannove anni dal braccio della morte, nonostante sia accusato di aver violentato e ucciso la fidanzata in preda ad allucinogeni quando era ancora un adolescente.
Dopo anni d’indagini e interrogatori, grazie a un cavillo legato al DNA ritrovato sul corpo della ragazza, Daniel torna a Paulie, sua città natale e teatro dell’efferato crimine.
Ad attenderlo, stanche e affaticate dopo anni di attesa e di battaglie legali, la madre Janet Holden (J. Smith-Cameron), l’agguerrita sorella Amantha (Abigail Spencer, di recente in Timeless), il patrigno Ted Talbot (Bruce McKinnon) e i suoi due figli, Teddy Jr. (Clayne Crawford), coetaneo di Daniel, e il teenager Jared (Jake Austin Walker).
A gravitare intorno a Daniel, dopo il suo ben poco trionfale ritorno a Paulie, nella cittadina infatti, tutti sospettano di lui, il fedele e ostinato avvocato Jon Stern (Luke Kirby) e Tawnie (Adelaide Clemens), moglie di Teddy Jr., con la quale Holden instaura da subito un rapporto affettivo particolare.
Nel corso delle prime tre stagioni, abbiamo assistito al tentativo di Daniel di riappropriarsi di un tempo e di uno spazio che non gli appartengono più, ai margini della “normalità”, perennemente in bilico tra i suoi ricordi e un a percezione spesso distorta della realtà.
Una riappropriazione complicata, limitata dall’opinione altrui, da sospetti e insabbiamenti di un caso poco limpido sin dall’inizio, vent’anni prima, tra decisioni e prese di posizione spesso prive di fondamenta.
Nel tentativo di districarsi tra i sospetti dello sceriffo e dell’FBI e le dinamiche familiari poco semplice di casa Holden, alla fine della terza stagione, Daniel accetta di buon grado un patteggiamento per nulla onesto e poco trasparente, assumendosi la colpa dell’omicidio ma non quella dello stupro, lasciando lo sceriffo a indagare sui fatti accaduti in passato, su una scena del crimine contorta e in cui presero parte altri tre adolescenti amici di Daniel, uno dei quali suicidatosi il giorno in cui Holden venne rilasciato.
Una decisione sofferta, difficile e che non rende giustizia al caos che da anni regna nei ricordi del protagonista, diviso tra il credere di aver effettivamente commesso il crimine e il sospetto di aver rimosso la verità su quanto realmente successe, a causa dello shock e delle sostanze assunte la sera dell’omicidio.
Una decisione che vede contrari sin dall’inizio tutti i personaggi che “vivono” letteralmente nel mondo di Daniel, chi più, chi meno, tutti decisi sin dall’inizio a mettere bocca sul suo destino senza scomodarsi spesso a domandargli cosa davvero desideri.

Il cast di Rectify
Rectifie il cast La famiglia Holden siede intorno al tavola della sala da pranzo

Cosa vedremo nella quarta e ultima stagione


La quarta e ultima stagione, dal 25 febbraio su Sky Atlantic, racconta il percorso Daniel dopo il patteggiamento, di casa a Nashville, in una casa di correzione per ex detenuti, con il divieto di rientrare a Paulie per il resto dei suoi giorni.
Sarà un Daniel leggermente diverso quello che ci troveremo davanti: meno confuso rispetto alle stagioni precedenti anche se ugualmente “perso” in un mondo in cui spesso non riesce a rispecchiarsi e in cui si sente costantemente diverso.
Un mondo che sembra rifiutare tutte le sue “stranezze”, la sua diversità, il suo essere isolato e chiuso in una sorta di bolla che lo tiene a distanza dai sentimenti delle persone che ha intorno.
Un universo interiore claustrofobico, in cui ha deciso di rifugiarsi per proteggersi dai ricordi di tutti quegli anni rinchiuso in cella, in cui si è sentito solo, abbandonato, violato dei suoi diritti umani, in cui è stato abusato sessualmente e si è così trasformato uno zombie privo di emozioni.

Rectify Stagione 4 Aden Young e Abigail Spencer in Rectify
Aden Young e Abigail Spencer in Rectify

Perché vedere Rectify


Ciò che colpisce in Rectify, è la profondità di ogni singolo personaggio, non soltanto di Daniel, il protagonista, e della sua controparte femminile, Amantha,
La struttura dei dialoghi è la base portante di una serie che si regge principalmente sui rapporti tra i personaggi, Daniel e Amantha al centro, con gli altri che gravitano come pianeti intorno a loro.
In Rectify si “parla” davvero: i rapporti tra i protagonisti crescono, le relazioni sono reali, le situazioni in cui si trovano sono davvero capaci di mettere in discussione le emozioni provate da loro sullo schermo.
L’isolamento di Daniel, soprattutto nella quarta stagione, irrompe con violenza a squarciare una calma apparente che sembrava funzionare, ma che in realtà serviva solo a nascondere, sotto la superficie, un malessere interiore radicato e tenuto ben protetto dal mondo esterno, per tanti, troppi anni.
Una sofferenza inesauribile che divora Daniel lentamente, giorno dopo giorno, isolandolo sempre più dal resto del mondo. Nonostante non sia più rinchiuso tra le quattro mura della sua cella nel braccio della morte, basta un nulla per riportare alla sua memoria ricordi troppi difficile da cancellare o troppi duri per conviverci.
Ma è proprio quando pensa di aver perso tutta la sua umanità, che Daniel trova uno spiraglio, un briciolo di speranza cui aggrapparsi, proprio come, nel corso dei vent’anni appena trascorsi, è riuscita a fare sua sorella Amantha, senza dubbio il personaggio più coraggioso di una serie di cui si è parlato poco e a cui non è stata resa giustizia.
In un panorama telefilmico fin troppo affollato, tra reboot, remake e sequel, tra supereroi e teenager, troppi family comedy o drama tutti uguali tra loro, Rectify è uno dei migliori prodotti in circolazione, grazie alla sua sceneggiatura egregia e a un cast di tutto rispetto.

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