The Fall: la linea sottile tra bondage e violenza

Jamie Dornan in The Fall
Jamie Dornan The Fall serie da vedere quale serie guardo

Esistono mondi visibili
E mondi invisibili
È per questo che le persone soffrono

 

Lasciare il segno.
Attirare l’attenzione.
Essere notato.
Inscenare un incredibile spettacolo.
Confondere pensieri e realtà.
Paul Spector ha un buco nero profondo e incolmabile in mezzo al cuore.
Le sue perversioni, sessuali e voyeuristiche, alimentano inevitabilmente la sua solitudine, radicata da anni dentro di lui.
Ha un passato da dimenticare.
Un passato violento, traumatico e doloroso da lasciarsi alle spalle.
Ma non è facile riuscirci.
Da solo non può.
Ma Paul non vuole chiedere aiuto. È autodistruttivo come pochi altri.
Sfida se stesso, si mette alla prova, cerca di “essere normale” e tenta addirittura di vivere la routine, calandosi in una vita comune, senza troppe emozioni, con una moglie come tante e due bambini, ma non gli basta. E fallisce.
Attraente e magnetico, Paul cura il suo corpo, si allena, diventa esteticamente perfetto: muscoli scolpiti, sguardo ipnotizzante, fascino assassino, in tutti i sensi. Gli manca l’euforia.
Quel senso di inebriante euforia che soltanto esercitando il controllo fisico e psicologico su un altro essere umano lui riesce a provare.
Paul prova a varcare ogni limite, per trasgredire e godere egli stesso della sua trasgressione, per mettere alla prova il suo autocontrollo, per sentire il cuore uscirgli dal petto.
Ma non regge il colpo. Mai.
Ed è lì il suo limite, il limite tra psicosi e normalità: non accorgersi di quando fermarsi.
O peggio, accorgersene e andare avanti ugualmente.
È esattamente lì che l’euforia si trasforma in violenza estrema, in disordine mentale, in una malattia incurabile.
Ogni volta che ci prova, si spinge troppo in là, i suoi lussuriosi desideri sessuali, si trasformano in violenza allo stato puro, e le donne sotto di lui, tra le sue mani, diventano vittime innocenti alle quali infliggere le peggiori torture.
Ed è qui che si trasforma in un mostro, un individuo violento, ossessivo, psicotico.
Ma sempre incredibilmente e maledettamente affascinante, nonostante tutto.

Prima di essere un assassino però, Paul Spector è l’amante che tutte vorrebbero, inutile negarlo.
Molte, nel corso degli episodi di The Fall, nonostante si trovassero di fronte a un mostro, almeno una volta hanno guardato Jamie Dornan (interprete sublime di questo personaggio), con occhi diversi, occhi famelici, desiderosi di provare, anche solo per una notte, qualche elettrizzante pratica bdsm.
Ma è qui il problema.
Proprio qui, The Fall non riesce a esplodere, nonostante avesse tutto il potenziale necessario per riuscirci.
Attraverso dialoghi solidi e una sceneggiatura impeccabile, in quattro stagioni la serie riesce ad approfondire perfettamente i due personaggi principali, Paul e il detective Stella Gibson (l’ammaliante Gillian Anderson), senza mai fare quel passo in più, e azzardare. E anziché dimostrarsi più coraggiosa, scendere nei meandri della psiche di Spector e del fascino bondage che inevitabilmente questo personaggio porta con sé e che esercita su Stella un’attrazione pericolosa e devastante, la serie di Allan Cubitt, molla miseramente il colpo.
Non costruisce quel rapporto morboso e passionale tra i due, che in molti avremmo desiderato, ma anzi, lo chiude bruscamente.
The Fall interrompe un incantesimo quasi riuscito e sceglie la via più breve per farlo precipitare nel comunissimo e consueto errore di interpretare pratiche sessuali meno ordinarie (ma diffusissime), come un vizio a tutti i costi pericoloso, violento e border line.
Non sorprendiamoci poi se film blockbuster come 50 Sfumature di Grigio, siano interpretati come film “trasgressivi” quando in realtà non lo sono, e rappresentino invece soltanto il sogno erotico di una manciata di casalinghe (disperate) di provincia.

Il bello di The Fall è che per un attimo, riesce a trasformare un assassino spietato nell’amante che tutte vorrebbero.

Il brutto è che quando il gioco si fa duro (in tutti i sensi), dopo aver lanciato il sasso, tira indietro la mano, relega Paul Spector in quel sovraffollato limbo di killer tutti simili l’un l’altro, dove almeno, resterà sempre però il più bello.
Una magra consolazione, purtroppo.

Jamie Dornan in The Fall
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