The Good Doctor: Freddie Highmore nel nuovo medical della ABC

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Freddie Highmore in The Good Doctor

La ABC ha inaugurato il palinsesto 2017-2018 con The Good Doctor, medical drama classico, che vanta David Shore, creatore di House MD, come showrunner.
La serie ha debuttato brillantemente, aggiudicandosi un 2.2 di ratings (18-49) con oltre undici milioni di spettatori live.
Protagonista della serie, il talentuosissimo Freddie Highmore, che smessi i panni di Norman Bates in Bates Motel al fianco di Vera Farmiga, veste ora quelli di Shaun Murphy, chirurgo pediatrico affetto da autismo e sindrome di Savant.
Un’infanzia difficile, una perdita traumatica, problemi relazionali e una spiccata intelligenza, rendono Shaun un persona diversa dalle altre, nonché un abilissimo chirurgo, con una spiccata arguzia.
A supportare il suo arrivo, molto discusso, al San Jose St. Bonaventure Hospital, il dottor Glassman (Richard Schiff), Presidente dell’ospedale e mentore di Shaun da quando il ragazzo aveva quattordici anni.
Il pilot dello show, di stampo classico soprattutto rispetto al genere medical drama, è affidato a Seth Gordon (Breaking Bad, Modern Family), regista del primo episodio di Atypical, comedy di Netflix, a sua volta incentrata su un ragazzo autistico.
Ad accomunare le due serie il cui pilot è stato girato da Seth Gordon, il tema dell’emarginazione e dell’inserimento di adolescenti o adulti autistici all’interno della società.

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Freddie Highmore in The Good Doctor

In The Good Doctor, prodotta da Sony e tratta dall’omonima serie coreana, l’autismo di Shaun è visto come una virtù, non come un limite: “grazie” al suo disturbo, Shaun è una persona unica nel suo genere, speciale, in grado di avere un approccio insolito nei confronti della medicina e dei pazienti stessi.
A Shaun sembra non sfuggire nulla, il suo sguardo attento e arguto nota ogni minimo dettaglio e gli permette di avere una visione insolita dei suoi pazienti.
I flashback della sua infanzia, commoventi – seppur a tratti scontati –  e toccanti, si alternano nel pilot alla storyline principale, che spesso interviene a smorzare il drama, per riportarci alla sfera più medical, tra le mura dell’ ospedale, un ospedale che ricorda fin troppo il Grey Sloane Memorial di Grey’s Anatomy.
Nel cast anche Antonia Thomas, diventata famosa con Misfits prima e con la comedy Lovesick poi, e Nicholas Gonzales, visto recentemente nei panni dell’agente Lopez in Narcos, qui al suo primo ruolo ufficiale come regular.
The Good Doctor è una serie godibile, classica, perfettamente in linea con lo stile generalista di ABC.
È lo show perfetto per chi, stanco di Grey’s Anatomy, cerca una bella storia di stampo medical, commovente e con un cast valevole, Freddie Highmore su tutti, visto che il ruolo di Shaun, sembra gli sia stato cucito addosso.

The Punisher: tutto quello che c’è da sapere sulla serie con Jon Bernthal

Marvel's The Punisher
Marvel’s The Punisher

Cresce l’hype per The Punisher, la serie incentrata sull’omonimo personaggio Marvel, presto su Netflix. La data esatta non è stata ancora rivelata, sarà sicuramente entro la fine del 2017, ma non sappiamo esattamente quando, e proprio quest’alone di mistero, accresce ancor di più la curiosità intorno a un supereroe già amatissimo dai fan nel corso della seconda stagione di Daredevil.
Dopo i primi teaser diffusi nei mesi scorsi, Netflix ieri ha finalmente rilasciato il trailer completo, che svela qualche particolare in più sul passato travagliato di Frank Castle e sui suoi futuri progetti di vendetta.

“Facevo parte di un’operazione segreta dalle CIA:
chi comandava mi voleva morto, Homeland l’FBI, tutti quanti”

Fuoco, fiamme, sangue e vendetta: The Punisher promette azione e adrenalina e chissà se non sarà proprio l’attesissima serie con Jon Bernthal a farci dimenticare gli ultimi flop, a tema supereroi, di Netflix, come The Defenders e Iron Fist.

Sinossi
Dopo aver gustato la vendetta sui responsabili della morte di sua moglie e dei suoi figli, Frank Castle (Jon Bernthal) scopre una cospirazione molto più profonda del mondo del crimine di New York. Ormai conosciuto in tutta la città come The Punisher, dovrà scoprire la verità sulle ingiustizie che colpiscono molte persone.

Marvel's The Punisher
Marvel’s The Punisher

Produzione
I produttori esecutivi della serie TV sono Steve Lightfoot (Hannibal), Jim Chory (Daredevil, Jessica Jones, Luke Cage) e Jeph Loeb (Daredevil, Jessica Jones, Luke Cage), anche Head of Television di Marvel.

Cast
The Punisher è prodotto da Marvel Television insieme ad ABC Studios per Netflix.
Nel cast anche Ebon Moss-Bachrach (Girls), Deborah Ann Woll (Daredevil, True Blood), Ben Barnes (Westworld), Amber Rose Revah (Emerald City), Michael Nathanson (The Knick), Jaime Ray Newman (Bates Motel), Jason R Moore, Daniel Webber (22.11.63) e Paul Schulze (Nurse Jackie).

Marvel's The Punisher
Marvel’s The Punisher

Titoli episodi
Nei mesi scorsi, sull’account ufficiale Twitter di The Punisher, sono stati svelati i titoli dei tredici episodi che comporranno la prima stagione:

3 AM
Two Dead Men
Kandahar
Resupply
Gunner
The Judas Goat
Crosshairs
Cold Steel
Front Toward Enemy
Virtue of the Viscous
Danger Close
Home
Momento Mori

Emmy 2017: l’elenco completo dei vincitori

Big Little Lies Emmy 2017
Il cast di Big Little Lies agli Emmy 2017

Los Angeles, 17 settembre
Gli Emmy Awards 2017, gli Oscar per la tv più attesi, sono stati assegnati, e a trionfare su tutte, sono state due serie che già mesi scorsi avevano fatto parecchio parlare di sé, guadagnandosi stima da parte del pubblico e della critica.
Stiamo parlando di The Handmaid’s Tale e Big Little Lies, entrambe vincitrici di ben 5 premi.
La prima si è aggiudicata il titolo di miglior serie drammatica, assicurando il premio come miglior attrice drama a Elizabeth Moss, e quello di miglior attrice non protagonista in un drama ad Ann Dowd.
La seconda è stata eletta come miglior miniserie dell’anno, premiando inoltre Nicole Kidman e Alexander Skarsgard come migliori attori in una miniserie.
Per la prima volta dopo moltissimo tempo, un attore di colore, Sterling K. Brown, è stato eletto miglior attore protagonista in una serie drammatica per This Is Us.
A dispetto delle aspettative, il giovane Riz Ahmed si è aggiudicato il premio di miglior attore in una miniserie per The Night of, sbaragliando rivali del calibro di Benedict Cumberbatch (Sherlock) ed Ewan McGregor (Fargo).
Il premio di miglior film per la tv, va all’episodio San Juanipero di Black Mirror, il più amato dal pubblico nel corso della terza stagione della serie, che si porta a casa anche la statuetta come miglior sceneggiatura per una miniserie.
Donald Glover (Atlanta) batte Aziz Ansari (Master of None) uno a zero, e gli ruba il titolo di miglior attore in una serie comedy, mentre a bocca asciutta, o quasi, rimane Netflix, che si è aggiudicato un unico premio, quello di John Lithgow come miglior attore non protagonista in una serie drammatica, The Crown.
Grandi assenti tra i vincitori, Stranger Things, Orange is The New Black e Westworld.

Di seguito, l’elenco completo degli Emmy Awards 2017

Ann Dowd, Elisabeth Moss e Alexis Bledel The Handmaid's Tale
Le attrici Ann Dowd, Elisabeth Moss e Alexis Bledel per The Handmaid’s Tale

Miglior serie drammatica
Better Call Saul
The Crown
The Handmaid’s Tale
Stranger Things
This Is Us
Westworld
House of Cards

Miglior attore protagonista in una serie drammatica
Sterling K. Brown, This Is Us

Anthony Hopkins, Westworld
Matthew Rhys, The Americans
Liev Schreiber, Ray Donovan
Kevin Spacey, House of Cards
Milo Ventimiglia, This Is Us

Miglior attrice protagonista in una serie drammatica
Viola Davis, How to Get Away with Murder
Claire Foy, The Crown
Elisabeth Moss, The Handmaid’s Tale
Keri Russell, The Americans
Evan Rachel Wood, Westworld
Robin Wright, House of Cards

Miglior attore non protagonista in una serie drammatica
John Lithgow, The Crown
Jonathan Banks, Better Call Saul
Mandy Patinkin, Homeland
Michael Kelly, House of Cards
David Harbour, Stranger Things
Ron Cephas Jones, This Is Us
Jeffrey Wright, Westworld

Miglior attrice non protagonista in una serie drammatica
Ann Dowd, The Handmaid’s Tale
Samira Wiley, The Handmaid’s Tale
Uzo Aduba, Orange Is the New Black
Millie Bobby Brown, Stranger Things
Chrissy Metz, This Is Us
Thandie Newton, Westworld

Miglior miniserie
Big Little Lies
Fargo
Feud: Bette and Joan
The Night Of
Genius

Miglior attore protagonista in una miniserie
Riz Ahmed, The Night of

Benedict Cumberbatch, Sherlock
Robert De Niro, The Wizard of Lies
Ewan McGregor, Fargo
Geoffrey Rush, Genius
John Turturro, The Night of

Miglior attrice protagonista in una miniserie
Carrie Coon, Fargo
Felicity Huffman, American Crime
Nicole Kidman, Big Little Lies
Jessica Lange, Feud
Susan Sarandon, Feud
Reese Witherspoon, Big Little Lies

Miglior attore non protagonista in una miniserie
Alexander Skarsgard, Big Little Lies
David Thewlis, Fargo
Alfred Molina, Feud
Stanley Tucci, Feud
Bill Camp, The Night Of
Michael K. Williams, The Night Of

Miglior attrice non protagonista in una miniserie o film
Regina King, American Crime
Shailene Woodley, Big Little Lies
Laura Dern, Big Little Lies
Judy Davis, Feud
Jackie Hoffman, Feud
Michelle Pfeiffer, The Wizard of Lies

Miglior serie comedy
Atlanta
Black-ish
Master of None
Modern Family
Silicon Valley
Unbreakable Kimmy Schmidt
Veep

Miglior attrice protagonista in una serie comedy
Pamela Adlon, Better Things
Jane Fonda, Grace&Frankie
Allison Janney, Mom
Ellie Kemper, Unbreakable Kimmy Schmidt
Julia Louis-Dreyfus, Veep
Tracee Ellis Ross, Black-ish
Lily Tomlin, Grace&Frankie

Miglior attore protagonista in una serie comedy
Anthony Anderson, Black-ish
Aziz Ansari, Master of None
Zach Galifianakis, Baskets
Donald Glover, Atlanta
William H. Macy, Shameless
Jeffrey Tambor, Transparent

Miglior attore non protagonista in una serie comedy
Alec Baldwin, Saturday Night Live

Louie Anderson, Baskets
Ty Burrell, Modern Family
Tituss Burgess, Unbreakable Kimmy Schmidt
Tony Hale, Veep
Matt Walsh, Veep

Miglior attrice non protagonista in una serie comedy
Kate McKinnon, Saturday Night Live
Vanessa Beyer, Saturday Night Live
Leslie Jones, Saturday Night Live
Anna Chlumsky, Veep
Judith Light, Transparent
Kathryn Hahn, Transparent

Miglior film per la tv
The Wizard of Lies
Black Mirror (San Junipero)
Dolly Parton’s Christmas of Many Colors: Circle of Love
The Immortal Life of Henrietta Lacks
Sherlock

Miglior regia per una serie drammatica
Vince Gilligan (Better Call Saul)
Stephen Daldry (The Crown)
Reed Morano (The Handmaid’s Tale)
Kate Dennis (The Handmaid’s Tale)
Lesli Linka Glatter (Homeland)
The Duffer Brothers (Stranger Things)
Jonathan Nolan (Westworld)

Miglior regia per una serie comica
Donald Glover (Atlanta)

Jamie Babbit (Silicon Valley)
Mike Judge (Silicon Valley)
Morgan Sackett (Veep)
David Mandel (Veep)
Dale Stern (Veep)

Miglior regia per una miniserie
Jean-Marc Vallee (Big Little Lies)
Noah Hawley (Fargo)
Ryan Murphy (Feud: Bette & Joan)
Ron Howard (Genius)
James Marsh (The Night Of)
Steve Zaillian (The Night Of)

Writing for a Drama Series
Joe Weisberg and Joel Fields (The Americans)
Gordon Smith (Better Call Saul)
Peter Morgan (The Crown)
Bruce Miller (The Handmaid’s Tale)
The Duffer Brothers (Stranger Things)
Lisa Joy and Jonathan Nolan (Westworld)

Miglior sceneggiatura per una serie comedy
Donald Glover (Atlanta)
Stephen Glover (Atlanta)
Aziz Ansari and Lena Waithe (Master of None)
Alec Berg (Silicon Valley)
Billy Kimball (Veep)
David Mandel (Veep)

Miglior sceneggiatura per una miniserie
David E. Kelley (Big Little Lies)
Charlie Brooker (Black Mirror: San Junipero)
Noah Hawley (Fargo)
Ryan Murphy (Feud: Bette and Joan)
Jaffe Cohen, Michael Zam and Ryan Murphy (Feud: Bette and Joan)
Richard Price and Steven Zaillian (The Night Of)

 

 

 

 

 

You’re the Worst: la serie che ribalta il concetto di romantic comedy

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Jimmy ha trent’anni, è uno scrittore di origini inglesi che vive a Los Angeles.
Ha alle spalle un romanzo ben riuscito ma nulla più, nonostante ciò, non abbandona il suo sogno di scrivere per vivere.
È cinico, arrogante e poco incline al dialogo. Potrebbe tranquillamente trascorrere giornate intere a leggere, scrivere, bere e fumare senza scambiare parola con nessuno, e questo non lo smuoverebbe di mezzo centimetro.
Il suo migliore amico, Edgar, è un ex veterano di guerra con un passato da tossicodipendente, è affetto da sindrome post traumatica, e vive in casa di Jimmy senza sborsare un centesimo di affitto, ripagandolo in faccende domestiche e pranzi e cene preparati a dovere.
Gretchen è una trentenne single di L.A., cura le pubbliche relazioni di un gruppo rap, soffre da anni di attacchi di depressione acuta. È egoista, autodistruttiva, viziata e lunatica. Ha pessime abitudini alimentari, beve continuamente e assume qualsiasi tipo di droga si trovi a disposizione.
La sua migliore amica Lindsay è sposata con un uomo che non riesce a soddisfarla sessualmente, ha una sorella perfetta ma insopportabile a cui viene costantemente paragonata, e non ha mai lavorato in vita sua.
Gretchen e Jimmy si conoscono al matrimonio dell’ex ragazza di Jimmy (la sorella di Lindsay), vanno a letto insieme dopo poche ora, e iniziano a frequentarsi già il giorno dopo.
Entrambi non sono in cerca di una relazione stabile. O almeno credono di non esserlo.
Quattro trentenni border line, molto più di altri, riuniti spesso sotto lo stesso tetto, a bere, drogarsi, litigare, non comunicare, distruggere qualsiasi ottimismo o sprazzo di felicità faccia capolino nelle loro vite.
Quattro tra i peggiori trentenni del mondo, quattro casi da psicoanalisi, perfettamente in grado di convivere, volersi bene e, nel caso di Jimmy e Gretchen di amarsi, con tutti i se e i ma del caso.

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Una scena di You’Re the Worst

La trama di You’re the Worst, dramedy (definirla comedy sarebbe riduttivo) in onda dal 2014 su FX, è riassunta in queste poche righe, e alla prima impressione potrebbe sembrare simile ad altre romantic comedy sul genere, come Lovesick o Love.
Ciò che però Stephen Falk, autore di alcuni episodi di Weeds Orange is the New Black, è riuscito a fare con You’re the Worst, nessun altro sceneggiatore ha saputo fare con serie simili.
La dramedy brilla grazie a una scrittura matura e profonda, dialoghi scritti in maniera eccellente, battute pungenti e un’alternanza ben equilibrata tra momenti di slapstick pura e altri più seri e introspettivi.
Il valore maggiore di Falk nella serie, è quello di esser riuscito a rielaborare e riscrivere in maniera originale e per nulla banale, i topoi classici della commedia romantica, senza stravolgerli del tutto.
Il cast delle serie non potrebbe essere più azzeccato, a partire dai due personaggi chiave, Jimmy e Gretchen, interpretati da Chris Geere e Aya Cash e perfetti nel loro ruolo, passando per i
co-protagonisti, Desmin Borges (Edgar) e Kether Donohue (Lindsay) fino ai vari recurring characters altrettanto ben scritti.
You’re the Worst potrebbe essere una storia come tante, ma in fondo non lo è: il pregio fondamentale sta nel raccontare la vita scombussolata e complicata di quattro persone completamente diverse tra loro, che, senza quasi accorgersene, riescono spesso a smussare i propri difetti caratteriali per agevolare una pacifica convivenza.
Non c’è romanticismo, non c’è altruismo, né bontà d’animo in You’re the Worst, c’è solo tanta, tanta realtà, cruda, diretta, tagliente.
Sono asociali, antipatici, viziati e deboli nelle loro fragilità, ma in fondo sono caratterialmente simili a molti di noi.
Non c’è cura per Gretchen dalla sua depressione, Lindsay non smetterà mai di bere o ingozzarsi di cibo, e Edgar dovrà convivere a vita col suo stress post traumatico, perché il passato da soldato, tornerà sempre a tormentarlo.
Jimmy non riuscirà mai a essere meno misogino, né meno misantropo, ma ciò non impedirà a Gretchen di amarlo, perché amare in fondo, è proprio questo: accettare i difetti della persona che abbiamo accanto, e imparare, seppur con tante difficoltà, ad accettarli e amarli.
E nonostante Jimmy e Gretchen siano ben consapevoli che forse per loro le cose non funzioneranno mai e che probabilmente non ci sarà mai un futuro roseo ad attenderli, imperterriti, continuano a vivere il loro presente, andando a cento all’ora, senza regole, senza freni, senza inibizioni.
I peggiori forse, ma senza dubbio i più coraggiosi.

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Jimmy: Last night, you said that I would never be successful. Well, I stayed up all night and wrote 35 amazing pages just to spite you. So, ha! Consider yourself thoroughly spited. Ha!
Gretchen: Cool. Okay, I take back the thing I said. You will be successful.
Jimmy: Thank you!
Gretchen: Now it’s your turn.
Jimmy: I’m proud of me, too.
Gretchen: No, Jimmy! It’s your turn to take back the mega-harsh thing you said to me. And then, voila, everything goes back to Normal Town, et cetera, et cetera… a little makeup boneage. Maybe some titty massages for Jimmy.
Jimmy: Wait, what exactly am I meant to take back?
Gretchen: [imitating]: “I can’t see myself having kids with her.”
Jimmy: Oh, that. No, I’m 100% sticking by that. Hey, can we do this titty massage on the patio? I just want to keep an eye on the hummingbird feeder.
Gretchen: Jimmy! You have dropped eight iPhones in the last year, one into a vat of ranch at Souplantation. Child-rearing requires skill. It’s not the same as binge-watching a season of Exemplify.
Gretchen: Oh, my God, that is so sexist and mansplainy! You a Gamergater? Am I living with a Gamergater?

 

 

The Defenders: un flop inaspettato

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The Defenders foto del cast

L’attesa per The Defenders è stata lunga, a tratti interminabile, soprattutto per i fan di Daredevil (Charlie Cox), Jessica Jones (Krysten Ritter), Luke Cage (Mike Colter) e … no, è inutile: non esistono fan di Iron Fist (Finn Jones), la peggior serie originale Netflix prodotta fino a oggi.
Quando il 18 agosto, la piattaforma di Los Gatos ha rilasciato gli otto episodi della prima stagione, in tanti si sono gettati a capofitto nel binge watching più sfrenato, rimanendo alla fine parecchio delusi dalla serie che unisce i tre (inevitabile escludere di nuovo Fist) supereroi più amati del momento sul piccolo schermo.

Sviluppata da Douglas Petrie e Marco Ramirez per Netflix e basata sull’omonimo gruppo della Marvel Comics, la miniserie in otto puntate non ha centrato il bersaglio, e per via dei numerosi difetti nella sceneggiatura e nella narrazione in generale, ha deluso le aspettative di molti.
La serie sta in piedi grazie agli unici due personaggi ben scritti, Jessica Jones e Daredevil, mentre, così come nei singoli show, anche nel contesto corale si confermano deboli Luke Cage e Iron Fist.
Nonostante la serie di quest’ultimo si fosse già rivelata come la peggiore delle quattro, in The Defenders la debolezza del personaggio si nota ancor di più: una vera e propria macchietta rispetto a quello originale del fumetto, per nulla interessante, privo di personalità e spessore.
Superficiale, viziato, egocentrico: Fist è privo di qualsiasi caratteristica che possa anche solo minimamente farlo assomigliare a un supereroe.

The Defenders
The Defenders foto della serie

Nel marasma di una sceneggiatura debole e per nulla incisiva, i dialoghi aggravano ancor di più la situazione.
Sorvolando sul tragico doppiaggio italiano, anche in lingua originale, i dialoghi sono improvvisati e spesso sconclusionati, risollevati spesso soltanto grazie alle sagaci battute di Jessica Jones nel disperato tentativo di salvare la situazione.
Delude anche Sigourney Weaver nel ruolo della temibile Alexandra, capo della Mano: un villain per nulla convincente e privo di spessore, esattamente come Elektra (Elodie Young), che nei panni di Black Sky convince molto meno rispetto al ruolo precedente.
Cosa emerge quindi di positivo da The Defenders?
Domanda difficile. Praticamente nulla se si pensa al risultato finale.
Intelligente, senza ombra di dubbio, la scelta di Netflix di costruire la serie in soli 8 episodi differentemente dai 13 canonici che contraddistinguono i suoi prodotti originali.
Cinque puntate in più sarebbero state deleterie per un prodotto davvero mal riuscito.
Se una seconda stagione ci sarà – i rumors a riguardo sembrano positivi – gli sceneggiatori dovranno decidere seriamente che piega fargli prendere, anche e soprattutto per non rischiare di compromettere le serie sui singoli personaggi.